L'ex presidente georgiano ha messo fine allo sciopero per la fame

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AGI - L'ex presidente georgiano e leader dell'opposizione Mikhail Saakashvili ha messo fine allo sciopero della fame dopo 50 giorni in seguito al suo trasferimento dalla clinica della prigione a un ospedale militare. Lo ha riferito il suo medico.

Il leader dell'opposizione aveva lanciato la protesta dopo essere stato arrestato il 1 ottobre al ritorno in patria dall'esilio in Ucraina, denunciando una mossa "politica" da parte delle autorità di Tbilisi.

Giovedì il 53enne aveva perso i sensi e i dottori avevano avvertito che la sua vita era in pericolo. Di fronte alle richieste di trasferirlo in un ospedale, le autorità avevano inizialmente rifiutato ma poi avevano acconsentito spostandolo pero' in una struttura militare a Gori, 50 km da Tbilisi.

"E' ancora in pericolo di vita ed è stato ricoverato in terapia intensiva", ha fatto sapere il suo medico, Nokoloz Kipshidze, precisando che le operazioni per ricominciare a nutrirlo inizieranno più avanti nella giornata. Saakashvili ha affermato che non accetterà mai la sua "detenzione illegale" ma che è pronto a presentarsi di fronte a "un giusto processo, accettando qualsiasi verdetto".

Nel 2018 è stato condannato in contumacia a sei anni di carcere per "abuso d'ufficio", da lui respinta come politicamente motivata.

L'arresto dell'ex presidente ha acutizzato la crisi politica nel Paese, già in tensione dopo le elezioni dello scorso anno, che sono state denunciate dall'opposizione come fraudolente e contro le quali ci sono state manifestazioni di massa, le più grandi in un decennio.
 

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