L'ex toga, il portuale, l'ex 5 stelle. No Pass in marcia da Venezia a Roma

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La partenza della
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L’ultima frontiera dei no green pass è una marcia verso Roma. Rigorosamente a piedi, visto che senza super green pass dal 10 gennaio non si può, tra l’altro, salire sui mezzi pubblici. Sono partiti da Venezia il 6 gennaio, “raccogliendo il testimone dei Magi”, per citare - testualmente - le parole dell’organizzatore di quella che viene definita “Marcia delle libertà”. Si tratta di Paolo Sceusa, ex magistrato. A leggere il suo curriculum si scopre che è stato per dieci anni pm a Trieste, poi è diventato giudice civile e, dal 2009, è stato presidente del tribunale dei minori del Friuli Venezia Giulia. Ha concluso la carriera nel 2020, sempre al tribunale dei minori, ma a Trento. Appesa la toga al chiodo si occupa di formazione - anche in collaborazione con la Scuola superiore della magistratura - e si dedica, con una certa costanza e una buona dose di retorica, alla causa no green pass.

L’ultima trovata, a pochi giorni dall’introduzione dell’obbligo vaccinale per gli over 50, è questa marcia che - sostiene - avrebbe fatto anche da solo. La camminata è al suo secondo giorno. È partita stamattina da Dolo alla volta di Padova, lungo la ciclabile del Brenta. Non tutti, però, sono riusciti a raggiungere la destinazione secondo i tempi che si erano fissati, perché alle porte della città la Polizia ha identificato alcuni di loro, facendo così in parte disperdere il gruppo.

La notizia del blocco delle forze dell’ordine ha scatenato le ire di alcuni utenti del gruppo Telegram - che conta quasi 20mila iscritti - in cui Sceusa manda tutte le informazioni sul tragitto. Posizione in tempo reale compresa. “Si credono le Ss di turno solo perché sono i signori di Roma”, è uno dei commenti di reazione alla notizia della presenza delle forze dell’ordine. ”È certamente un suo collega che li ha mandati a bloccarli”, dice all’ex magistrato un altro utente.

Con Sceusa è in viaggio un gruppo di persone - qualche centinaio, nei momenti di maggiore afflusso - che si allarga e si restringe a seconda del tragitto. L’ex toga aveva invitato tutti a indossare giubbotti gialli o arancioni, “i colori del sole” o meglio, e lo preciserà lui stesso qualche secondo dopo, l’unico modo per essere visti in strada se - come da sue prescrizioni - si cammina in fila per due lungo un tragitto che può essere fatto anche da auto o da bici.

Partner d’eccezione in questa traversata i cui dettagli vengono svelati con precisione giorno per giorno è Stefano Puzzer, leader dei portuali di Trieste, noto per le proteste animate nel capoluogo del Friuli Venezia Giulia. Sui suoi social fa vedere spezzoni del viaggio, che lui oggi sta affrontando “dopo cinque aspirine e due bustine di magnesio e potassio”.

In tanti su Telegram chiedono alla carovana come è organizzata per la notte. La risposta si ottiene scorrendo la chat. C’è chi offre ospitalità nelle proprie case, chi invita i partecipanti a portare il sacco a pelo - espediente non propriamente praticabile nelle notti invernali - e chi spera in alberghi che non chiedano il green pass. Magari proprio perché gestiti da no vax. Fa parte del gruppo anche Massimo Enrico Baroni, deputato ex M5s, che nella biografia di Twitter si classifica come “vaccinato no green pass”, chiamato anche a mediare quando le forze dell’ordine hanno bloccato i manifestanti.

Gli slogan sono i soliti. Primo tra tutti: “La gente come noi non molla mai”, adottato come inno durante le proteste di Trieste. Chi segue il gruppo da Telegram fa forza ai camminanti con frasi come: “Siamo con voi. Che questa onda di spiritualità e bene spazzi via il male”. C’è chi poi suggerisce di sostituire la parola marcia - un po’ troppo evocativa se la destinazione è Roma - con il termine pellegrinaggio, e chi fa appello a giuristi e avvocati: “Fate quadrato e seppellite questa casta di corrotti al soldo del maligno che sta distruggendo il Paese”, è la citazione testuale di uno dei commenti. La seconda giornata di questa singolare marcia si conclude a Prato della Valle, la nota piazza di Padova. Ma, a guardare le immagini che girano sui social mentre il tramonto si avvicina, la missione sembra riuscita solo in parte. I partecipanti non sono quanti gli organizzatori speravano. Complice, dicono loro, il blocco delle forze dell’ordine.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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