Lezzi: avanti con Conte ma senza Renzi o il M5s non ci sta

Red
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Roma, 27 gen. (askanews) - "Avanti con Conte e fuori Renzi. Altrimenti il M5S non ci sta": è nettissimo il no che su Facebook Barbara Lezzi, senatrice ed ex ministra nel governo Conte 1, oppone alla riapertura del negoziato con il leader di Italia viva promotore della crisi che ha portato alle dimissioni del presidente del Consiglio. La posizione di Lezzi è probabilmente minoritaria del M5S, ma per una maggioranza che si potrebbe reggere sul filo di pochi voti al Senato ogni singolo dissenso è un problema molto serio.

"Una parte del M5S - è l'accusa dell'esponente stellata, considerata vicina ad Alessandro Di Battista e all'ala interna più critica nei confronti dei vertici del Movimento - non ha imparato ad individuare le priorità e non ha la tempra per seguire il solco della sua ragion d'essere. Se così non fosse, non avremmo ascoltato, ieri sera in riunione, l'anticipazione dell'intervista di Casini di oggi, in cui impartisce la lezioncina, tratta dalla sua esperienza, secondo la quale non dovrebbe esistere il 'mai'".

"Confesso il mio disagio, il mio disorientamento - ha proseguito Lezzi - nell'ascoltare e leggere colleghi che, in totale assenza di pudore, aprono a Renzi come se niente fosse successo. Renzi ha lanciato il guanto di sfida a Conte, indicato dal M5S, con offese, pretese e menzogne e lo ha umiliato ritirando le sue ministre malgrado il Presidente, appena mezz'ora prima della famosa conferenza stampa , avesse aperto a un tavolo di confronto. Renzi ha occupato l'intero palcoscenico mediatico per giorni con il solo scopo di denigrare il Presidente Conte. Ora, però, c'è chi vuole indurlo a ingoiare rospi e insulti riaprendo il dialogo con l'ex premier sempre più avido di potere e poltrone".

A giudizio della parlamentare pugliese "la retorica del bene del Paese o del consegnare il Paese alla destra è la copia conforme della narrazione da Prima Repubblica che non collima né con il M5S né con la situazione attuale. E' solo l'apoteosi della filosofia andreottiana del 'tirare a campare anziché tirare le cuoia'. Non ci sto. Renzi deve restare fuori dal nuovo governo che deve essere presieduto da Conte. Non mi interessano le critiche sui transfughi, su Ciampolillo, su questo o su quello. Queste sono le regole che noi vorremmo cambiare ma ora sono queste. Se esistesse il vincolo di mandato, non ci sarebbe Renzi leader di partito in Parlamento e il M5S avrebbe ancora tra le sue fila tutti i parlamentari che ha eletto nel 2018. Non è così ma non può significare la resa a chi non è affatto migliore degli altri e che ha dimostrato di essere guidato dall'ingordigia, contrariamente ad alcuni suoi parlamentari".

"Abbiamo detto mai più con Renzi e questo deve avere un valore. Deve avere un peso. E deve essere difesa la nostra intenzione. L'incertezza consuma, logora e spalanca le porte agli avversari. La pavidità degli esponenti della maggioranza relativa apre agli interessi renziani che non sono quelli degli italiani. Alle lusinghe cedono i deboli e ne vengono divorati. Avanti con Conte e fuori Renzi. Altrimenti il M5S non ci sta", ha concluso Lezzi.