Lezzi: "Io non mi scuso, intempestivo e da pentito messaggio Di Maio"

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"Io non ho da chiedere scusa. In realtà i fatti ci raccontano che ci fu pure una confessione da parte sua: dichiarò di non essere stato proprio lineare in quella operazione. Ma, al di là di questo, rivendico quel coraggio del M5S di allora di accendere il faro sull'opportunità politica: qui non si tratta di giustizia, è un dato conclamato che nel nostro Paese ci sono amministratori, parlamentari, che negli anni sono stati oggetto di indagini e spesso di condanne. Nel caso di Uggetti leggeremo, c'è stata prima una condanna, poi un'assoluzione. Buon per lui per carità, ma leggeremo la sentenza". Così, in un'intervista a 'La Stampa', l'ex ministra Barbara Lezzi, espulsa a febbraio scorso dal M5S per non avere votato la fiducia al governo Draghi, parla delle scuse del ministro degli Esteri Luigi Di Maio all'ex sindaco di Lodi, Simone Uggetti, che era stato bersagliato per accuse dalle quali è stato poi assolto. "È un messaggio intempestivo, si rischia di dare il segnale di un abbassamento della guardia. Se lui è pentito, io non lo sono", dice Lezzi, riferendosi al messaggio di scuse di Di Maio. E aggiunge: "Quel tipo di messaggio può essere confuso con un abbassamento della guardia. Lo trovo... intempestivo, diciamo così. In questo momento siamo in procinto di spendere molti miliardi in pochissimo tempo e certi segnali sono sbagliati".