Libano, Amnesty denuncia arresti e torture manifestanti -4-

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Roma, 29 nov. (askanews) - In un altro caso risalente al 13 novembre, mentre stava prendendo parte a una manifestazione pacifica nella città di Baabda, Khaldoun Jaber è stato avvicinato da due uomini in borghese che "volevano fare due chiacchiere". In realtà, è stato arrestato e portato in una zona lontana dalla manifestazione, dove 30 soldati dei servizi segreti militari lo hanno circondato e preso a bastonate sulla schiena. Poi lo hanno bendato e portato in un luogo sconosciuto.

"In seguito ho appreso dal mio avvocato che si trattava del ministero della Difesa. Nel corso degli interrogatori mi hanno chiesto chi ci stesse pagando, chi ci spingesse a scendere in strada, chi ci portasse da mangiare durante le proteste. Mi hanno bastonato sulla schiena, sul costato e sulle gambe. Non potevo contattare nessuno. Non mi hanno dato da mangiare e mi hanno vietato di fumare. Mi hanno solo portato dell'acqua", ha raccontato Khaldoun.

Chris Haddad è stato arrestato il 5 novembre a Jal el Dib insieme ad altri otto manifestanti:

"Tre soldati mi hanno assalito, armati di bastone. Mi hanno coperto il volto col mio maglione, trascinato via e picchiato per tutto il tragitto fino a dove avevano parcheggiato i loro blindati", ha raccontato.

Questa è, invece, la testimonianza di Fadi Nader, arrestato nella stessa occasione:

"Mi hanno picchiato violentemente e trascinato dall'altra parte della strada. Ho tentato di fuggire ma mi hanno riacciuffato. Mi hanno fatto salire a bordo del loro veicolo e mi hanno picchiato con un bastone. Sapevano benissimo chi arrestare, molti di noi che prendono parte alle manifestazioni sono volti noti di questo movimento di proteste". (Segue)