Libano: Aoun lascia, ma senza successore

Il presidente del Libano Michel Aoun ha lasciato palazzo Baabda alla vigilia della fine del suo mandato. Alla guida dello Stato dal 2016, l'89enne abbandona la carica con un Parlamento incapace di designare il suo successore. Non è la prima volta che il Paese dei cedri incorre in un vuoto istituzionale ai vertici dello stato, e proprio Aoun aveva messo in guardia negli scorsi giorni sul rischio di una possibile crisi costituzionale.

Rivolgendosi ai suoi sostenitori dopo aver lasciato il palazzo presidenziale, il leader cristiano ha affermato che il Paese sta entrando in un nuovo "capitolo che richiede sforzi enormi".

"Se non saremo disposti a fare sforzi, non potremo porre fine alle nostre sofferenze e rimettere in piedi il nostro Paese, e non potremo salvare il Libano dalla fossa profonda", ha detto.

Cresciuto tra i più altri ranghi dell'esercito libanese, Michel Aoun è stato spesso definito come una figura divisiva in Libano. Molti cristiani lo considerano un difensore del sistema confessionale che regola la divisione del potere tra i principali gruppi religiosi, ma è stato anche accusato dai suoi detrattori di aver chiuso un occhio sulla corruzione e di aver contribuito a stabilire l'influenza di Hezbollah sulla scena politica.

Il mandato di Aoun è stato segnato da diverse crisi. Nel 2017 il Paese era coinvolto in un'operazione dell'esercito volta a cacciare con l'aiuto delle milizie degli Hezbollah i jihadisti vicini al confine siriano e nel 2019 una grave crisi finanziaria ha portato a disordini sociali. L'approvazione di una nuova legge elettorale nel 2018 e, nella sua ultima settimana in carica, la firma di un accordo sulla delimitazione del confine marittimo con Israele sono per molti da includere nella lista dei successi del presidente uscente.