Libano, da Papa Francesco primo aiuto di 250.000 euro per la popolazione

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Papa Francesco ha inviato, tramite il Dicastero vaticano per lo Sviluppo umano integrale, un primo aiuto di 250.000 euro "in sostegno alle necessità della Chiesa libanese in questi momenti di difficoltà e di sofferenza".

Tale dono vuole essere "un segno della premura" del Pontefice verso la popolazione coinvolta dalla deflagrazione al porto di Beirut, "significando la sua paterna vicinanza con quanti si trovano nel dolore e nelle difficoltà più stringenti", spiega una nota del Vaticano. L'aiuto è stato trasmesso tramite la Nunziatura Apostolica a Beirut e servirà per soccorrere le persone colpite dalla terribile esplosione, che ha provocato morti, feriti, sfollati, distruggendo edifici, chiese, monasteri, strutture civili e sanitarie.

"A fronte delle urgenti necessità, è stata immediata la risposta di soccorso da parte delle strutture cattoliche, mediante centri di accoglienza per gli sfollati, unitamente all’azione di Caritas Libano, Caritas Internationalis e varie Caritas sorelle".

Un milione di euro è stato stanziato dalla Cei in soccorso delle popolazioni del Libano. La Chiesa italiana esprime "cordoglio e vicinanza alla popolazione libanese" e assicura "la propria preghiera per le vittime, i loro familiari e i feriti e anche perché il Paese, con l’impegno delle autorità politiche e religiose e della società tutta, possa superare le sofferenze di queste giornate".

Lo stanziamento della presidenza Cei è destinato al sostegno dei piani di intervento d’emergenza di Caritas Libano, tramite Caritas Italiana, per i prossimi 12 mesi. "In coordinamento con le agenzie umanitarie presenti, la Caritas sta già fornendo cibo, farmaci, assistenza medica, beni di prima necessità, kit igienico sanitari, e prevede di continuare tali azioni per i prossimi mesi", riferisce una nota della Cei.

Inoltre, la Conferenza Episcopale italiana sosterrà gli interventi per la riparazione delle abitazioni, le azioni di riabilitazione, l’accompagnamento e il sostegno al reddito per le fasce più povere e vulnerabili della popolazione, "anche grazie ad un’ampia mobilitazione del volontariato locale".