Libano, gen. Stecca (Unifil): per una pace stabile puntiamo su giovani

Image from askanews web site
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Shama (Libano), 7 mag. (askanews) - "I giovani, i ragazzi: sono loro i pilastri del futuro, coloro che sono nati e cresciuti senza aver visto la guerra - anche grazie ad Unifil (La missione di pace delle Nazioni Unite in Libano, ndr) - sono la speranza per una pace duratura in questo Paese. È su di loro e per loro che stiamo lavorando": il generale di Brigata Massimiliano Stecca, comandante della Brigata di Cavalleria "Pozzuolo del Friuli" e attuale comandante del "sector west", la zona nel sud-ovest del Libano sotto il comando Unifil interessata dalle Nazioni Unite a monitorare la situazione lungo la Blu Line, la linea armistiziale o di demarcazione (ma non di confine territoriale) tra Libano e Israele, incontra la stampa nella base di Shama, e intravede nei giovani il futuro per il Paese.

All'indomani del lancio di un razzo, il 25 aprile, sul territorio israeliano - a cui Israele ha risposto con armi di artiglieria - e a una settimana dalle elezioni nel Paese, il generale illustra la fotografia del Libano del sud, dove si trova - dal 1978 - la missione più antica delle Nazioni Unite. Una missione dove, dice il generale, "l'Italia ha giocato e gioca un ruolo fondamentale". "Noi italiani ci sentiamo a casa - afferma - i libanesi sono molto simili a noi, sia dal punto di vista dell'accoglienza che della cultura. Sembra quasi che ci sia un pezzo di Italia portato in questo pezzo di Mediterraneo. Arrivando a Beirut, e per me è la prima volta qui, ho avuto subito la sensazione di sentirmi a casa. Per questo popolo ci sono i caschi blu e i caschi blu italiani".

Eppure, in Libano c'è pur sempre la guerra. "C'è un continuo osservarsi reciprocamente con sospetto. E riprendendo le parole del generale Stefano Del Col (precedente Force Commander di Unifil, ndr) credo che la definizione più calzante sia di stabile instabilità: la notte arrivano i razzi e il giorno dopo si riparte come se niente fosse". Il "modello Unifil" ha funzionato e ha portato frutti. "Di fatto non c'è la guerra dal 2006 - prosegue il comandante - e credo che ogni missione vada adeguata al contesto del posto. E' stata vincente l'alchimia di una forza di pace impiegata e attuata nel contesto libanese".

Ssa

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