Libano, i leader mondiali stanziano i fondi a sostegno della popolazione

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esplosione beirut conferenza donatori
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I leader mondiali hanno deciso: 250 milioni di euro saranno stanziati per aiutare il Libano nella ricostruzione dopo l’esplosione che ha devastato Beirut il 4 agosto. I capi di stato si sono riuniti in videoconferenza come richiesto dal presidente francese Emmanuel Macron con il sostegno dell’Onu. In questo modo i leader hanno risposto alla chiamata di Papa Francesco che aveva chiesto generosità nei confronti del Libano.

Esplosione di Beirut: la conferenza

Tra i capi di stato riuniti anche il presidente Usa Donald Trump. Tutti hanno convenuto che gli aiuti devono essere consegnati a breve termine direttamente alla popolazione del Libano. Insomma, uno dei nodi da sciogliere era proprio questo. Il Libano si trovava già prima dell’esplosione di Beirut in una profonda crisi economica e politica. La conferenza dei donatori non voleva firmare perciò una sorta di assegno in bianco.

L’Onu gestirà i fondi

I 250 milioni di euro di aiuti saranno gestiti bensì dall’Onu attraverso le sue agenzie. Criteri fondamentali saranno la totale trasparenza e la consegna diretta alla popolazione libanese. I leader mondiali hanno anche domandato a gran voce un’inchiesta indipendente sul disastro avvenuto al porto di Beirut. Al momento il bilancio dell’esplosione di Beirut è di 159 morti e 6mila feriti: è in corso inoltre un’ondata di proteste popolari.

Proteste e dimissioni

Non si placano infatti le proteste della popolazione contro il Governo libanese contro la politica incapace di dare risposte ai cittadini. Dopo le dimissioni della Ministra dell’Informazione Manal Abdul Samad, anche il Ministro dell’Ambiente Damianos Kattar ha annunciato la remissione del proprio mandato. “Alla luce dell’enorme catastrofe – ha detto Kattar – ho deciso di rassegnare le dimissioni dal Governo”.