LibDem tentano l'ascesa tra i guai di Tory e Labour, partendo da Londra

Gregorio Sorgi

I Lib Dem stanno concentrando le proprie risorse nei seggi pro Remain di Londra, dove cercano di sfruttare le debolezze di laburisti e conservatori. Boris Johnson e Jeremy Corbyn mostrano poco interesse verso la capitale, concentrandosi invece sui seggi in bilico a maggioranza euroscettica nel nord ovest, le Midlands e lo Yorkshire.

I leader di Labour e Tory, che pure hanno il proprio seggio a Londra, hanno rispettivamente inaugurato la campagna elettorale a Liverpool e Birmingham, indicando le loro priorità in vista del voto del 12 dicembre. La strategia elettorale dei conservatori punta a conquistare 41 seggi in bilico nelle roccaforti laburiste ed euroscettiche del nord dell’Inghilterra, sperando di contenere le perdite a Londra e nelle aree pro Remain del sud ovest.

Jo Swinson, leader dei Lib Dem e arci contraria alla Brexit, è stata l’unica a presentare la propria campagna a Londra dove spera di conquistare il maggior numero di seggi. La capitale è un enclave pro Remain - il 59 per cento ha votato per restare nell’Ue nel 2016 - e ha una geografia elettorale molto particolare. A differenza del resto del paese dove la competizione sarà quasi esclusivamente tra Tory e Labour, in molti seggi della capitale ci sarà una sfida alla pari tra conservatori, laburisti e liberal democratici. Swinson ha un indice di gradimento del 32 per cento a Londra, superiore sia a Johnson (30) che a Corbyn (20), e cercherà di espandersi oltre gli attuali otto seggi.

Nel 2017 gli europeisti londinesi avevano dato fiducia a Corbyn per impedire la formazione di una maggioranza conservatrice, che prometteva una hard Brexit. Il Labour aveva trionfato nella capitale - 55 per cento dei voti e 49 seggi su 73 - anche a causa delle debolezze dei Lib Dem, che avevano avuto un ruolo marginale nella campagna elettorale. Ma nel frattempo il consenso di Corbyn si è decimato, arrivando al 39 per cento, anche a causa della rinascita del partito di Jo Swinson, che ha interpretato meglio di...

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