Libera Ikram Nzihi, condannata per una vignetta su Facebook che "offendeva la religione"

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AGI - E' stata liberata Ikram Nazih, la ragazza italo-marocchina che era stata condannata per offese contro la religione per aver condiviso una vignetta satirica su Facebook nel 2019. Lo ha reso noto la Farnesina. "Voglio ringraziare l'ambasciatore italiano in Marocco Armando Barucco e il sottosegretario Enzo Amendola per l'impegno che hanno dedicato alla causa. Assieme abbiamo seguito la vicenda dal primo momento, avendo a cuore unicamente il benessere della nostra connazionale, nel pieno rispetto del lavoro delle istituzioni e della giustizia marocchine", ha dichiarato il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio.

Amendola in un post su Twitter si è detto "molto felice" del risultato. "Gioia" è stata espressa anche dalla vice ministra degli Esteri, Marina Sereni: "La Farnesina ha seguito ogni passaggio senza troppo clamore, come è giusto fare in casi come questi. Sono molto felice per lei e per la sua famiglia, che potrà finalmente riabbracciare".

La studentessa italo-marocchina era stata arrestata il 19 giugno al suo rientro in Marocco per trascorrere le vacanze ed era stata condannata a fine giugno a tre anni e mezzo di prigione e una multa di 50.000 dirham per offese alla religione. Su di lei pendeva una denuncia presentata alle autorità di Rabat da un'associazione religiosa marocchina che aveva segnalato alla magistratura un post sui social della ragazza risalente al 2019, considerato oltraggioso per l'Islam.

Nel messaggio incriminato, pubblicato 3 anni fa su Facebook, si ironizzava su un versetto del Corano definendolo “versetto del whiskey”. Il post all'epoca era stato rimosso quasi subito dalla stessa Ikram - anche a causa dei tanti commenti offensivi ricevuti - ma quel commento non era passato inosservato in Marocco. 

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