Libera ricorda sul Web tutte le vittime innocenti delle mafie

Red/Cro/Bla

Roma, 21 mar. (askanews) - "Oggi ricordiamo tutte le vittime innocenti delle mafie per fare memoria ed abbracciare i loro famigliari. Questa memoria riconoscente si manifesta in questi giorni come vicinanza a chi è impegnato in prima linea nel combattere questo terribile virus, curando e salvando ammalati. E anche come ricordo delle sue vittime che in molti casi sono morte in solitudine, senza il conforto della presenza dei loro cari impossibilitati - per ragioni sanitarie - ad accompagnarle nell'ultimo tratto di vita". E' inizio del video messaggio di Luigi Ciotti postato sulle pagine social dell'associazione in occasione della XXV Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie promossa da Libera e Gruppo Abele.

"Siamo chiamati oggi a far la nostra parte, adottando comportamenti responsabili, seguendo tutte le misure necessarie. Spero che questo virus sia al più presto contenuto e debellato ma… attenzione! il ritorno a una vita sociale "normale" non faccia dimenticare gli altri virus che da lunghi decenni infestano il nostro Paese: parassiti a cui troppi hanno fatto l'abitudine sottovalutandone il danno: le mafie, la corruzione, le ingiustizie sociali, lo smantellamento dei diritti, una democrazia pallida, la distruzione ambientale. La speranza è che l'emergenza sanitaria ci apra gli occhi anche su questi virus e sulla mancanza di anticorpi etici che li hanno resi forti: indifferenza, egoismi, opportunismo, neutralità, rassegnazione, delega", prosegue Luigi Ciotti.

"E' molto bello questo continuare a comunicare a distanza: i contatti attraverso il web, il cantare insieme dalle finestre e dai balconi, ma questo bisogno di colmare le distanze non ci faccia dimenticare le distanze che esistevano e continuano ad esserci. Parlo delle distanze sociali ed economiche. Il senso di solidarietà che proviamo adesso sotto la minaccia del virus deve insomma sopravvivere al virus, trasformarsi in un impegno collettivo per costruire un modo più giusto, più umano, più uguale; un mondo senza muri, un mondo che permette e promuove la prossimità. Perché mai come in questo frangente storico, nonostante il grande impegno di magistratura e forze di polizia, le mafie sono forti e potenti. Potenti perché insediate in un sistema economico e finanziario che, se non criminale, è criminogeno e che, se non ha accolto le mafie, non ha fatto certo nulla per impedirne l'accesso in un intreccio di omissioni, "distrazioni" e complicità", aggiunge.

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