Libera ricorda sul Web tutte le vittime innocenti delle mafie -2-

Red/Cro/Bla

Roma, 21 mar. (askanews) - "Ed ecco non solo le "zone grigie" ma l'osmosi che si è creata fra legale e illegale: da un lato mafie flessibili, reticolari, imprenditrici e sempre più globali; dall'altro la corruzione e la mafiosizzazione di vaste parti di società e dei poteri che le rappresentano. E' evidente che la lotta alle mafie ha bisogno non solo di un maggior impegno ma di un nuovo paradigma che non è uno "schema" ma una sintesi sempre aperta e mobile di un modo d'essere e di vivere l'impegno, dettato da nuove e più profonde consapevolezze. Consapevolezza sempre maggiore che il contrasto prima che repressivo deve essere sociale, educativo, culturale, etico", continua nel video messaggio.

Il coronavirus ha costretto tutti a casa, e così Libera ha deciso di ricordare le 1023 vittime innocenti attraverso una campagna sui social, con le loro storie, i loro nomi. Da Lampedusa a Trento sono migliaia le foto postate con un fiore e un nome.

"Un memoria viva che si traduce ogni giorno in responsabilità e impegno. Dobbiamo ricordarli per nome: un nome è lo scrigno della nostra unicità e diversità. Ogni nome racchiude storie, speranze, incontri, emozioni. Sperare" si declina soltanto al plurale. Singolarmente possiamo al massimo desiderare che le cose cambino, ma è solo il "noi" a trasformare il desiderio in speranza e la speranza in impegno per realizzarla. La speranza è un cammino da percorrere e, prima ancora, da tracciare insieme. La speranza è di tutti o non è speranza", conclude il presidente nazionale di Libera.