Liberata l'area sul Lago di Mezzano

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Rave
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Polizia, Guardia di Finanza e Carabinieri sono arrivati all’alba sul lago di Mezzano e hanno sgomberato la zona, mettendo fine al maxi rave. Hanno iniziato a rimuovere tutti i rifiuti che sono stati abbandonati nel terreno.

Rave a Viterbo: finito lo sgombero

L’area è stata liberata. Non c’è più nessuno all’interno” ha dichiarato Stefano Bigiotti, sindaco di Valentano, parlando delle operazioni nella zona in cui si è tenuto il maxi rave nel Viterbese, che è andato avanti per diversi giorni. “Le operazioni si sono svolte nel massimo rispetto delle persone. Ora sono già al lavoro per rimuovere al più presto i rifiuti lasciati nel terreno” ha aggiunto il primo cittadino. La polizia all’alba di questa mattina, 19 agosto, è arrivata sul Lago di Mezzano. Dalle 6.15 le forze dell’ordine si sono schierate all’ingresso, con le squadre di cinofili e alcune ambulanze. Sul posto è arrivata anche la Guardia di Finanza e i carabinieri. Durante la notte camper e automobili hanno lasciato il luogo della festa dopo essere stati identificate e si sono formate delle code chilometriche. Ci sono oltre duemila persone identificate.

La festa in questione ha toccato un picco di 10mila presenze a Ferragosto ed è proseguita anche dopo la morte di Gianluca Santiago, uno dei partecipanti. Sono stati registrati anche 5 ragazzi portati all’ospedale di Pitigliano per abuso di alcol e 4 sarebbero finiti in coma etilico. Alcuni partecipanti hanno raccontato di cani morti sotto il sole. Gli organizzatori del rave hanno dichiarato la resa con un volantino digitale chiamato “Game Over: the teknival is ending“. Le notizie di una seconda persona morta e di una donna che ha partorito durante la festa non sono ancora state confermate dalla polizia.

Rave a Viterbo: perché non è stato sgomberato prima

L’area occupata per il maxi rave è la sede di un azienda agricola. “È accaduto tutto in una notte, li abbiamo trovati con i miei operai al mattino. Abbiamo denunciato ma non è accaduto nulla” ha raccontato Piero Camilli, proprietario del terreno, a La Stampa. “Hanno rotto un cancello per entrare, rubato il gasolio, pezzi di trattore, i cani di chi sta partecipando al rave party hanno ucciso le mie pecore. Vendono eroina e cocaina sul mio terreno e lo Stato ha deciso di trattare? Perdonatemi ma mi vergogno di essere italiano” ha aggiunto il proprietario. Secondo quanto riportato da Il Corriere della Sera, la polizia non sarebbe intervenuta prima per sgomberare il rave perché ha scelto la linea soft, con controlli nei confronti di chi lasciava la festa. “Con un numero così elevato di persone, inclusi molti giovani e giovanissimi, con tir, su un terreno ricco di sterpaglie sono troppi i rischi per l’incolumità, non tanto delle forze dell’ordine, ma dei partecipanti al rave” ha dichiarato Girolamo Laquaniti, dell’associazione funzionari di polizia.

Rave a Viterbo: sono iniziate le indagini

La Repubblica ha spiegato che il rave è stato organizzato tramite web, con gruppi criptati che sono nelle mani della polizia postale. La Digos ora invierà un’informativa alla procura. Tutti i partecipanti rischiano di finire sotto inchiesta per invasione di terreni e danneggiamento. Dovranno rispondere anche della violazione delle norme anti-Covid. La Digos è in contatto con la polizia dei Paesi di provenienza degli organizzatori e ci saranno delle importanti conseguenze.

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