Nasce Liberland, lo stato senza tasse

Con il motto "Vivi e lascia vivere", Vit Jedlicka ha dato vita allo repubblica indipendente di Liberland, un fazzoletto di terra che si estende per sette chilometri tra Serbia e Crozia. La bandiera è gialla e nera con uno stemma al centro, si parla il ceco, non c'è un esercito e, cosa più importante, le tasse sono facoltative.

Se fosse riconosciuto, Liberland sarebbe - insieme a Città del Vaticano e Principato di Monaco - il terzo paese più piccolo al mondo. Chiunque può diventare cittadino di Liberland, basta inviare una richiesta via mail attraverso il sito ufficiale dello Stato, perché non c'è ancora un ufficio postale. 

I requisiti da possedere per risiedere a Liberland sono semplici: avere rispetto per le altre persone, senza distinzione di sesso, razza, etnia e religione; rispettare la proprietà privata, inviolabile; non avere un passato comunista, nazista o estremista; e, in ultimo, non aver commesso crimini. Ad oggi, secondo il presidente autoproclamato Jedlicka, sarebbero arrivate più di 20 mila richieste.

Non chiamatelo pazzo: Vit Jedlicka è noto in Repubblica Ceca, suo paese di origine, per aver partecipato al Partito (extraparlametare) dei Liberi Cittadini. Non è mai stato a favore dell'Unione Europea e ad oggi sta preparando una costituzione per il suo neonato Stato "che limita in modo significativo il potere dei politici, affinché non possano interferire troppo nelle libertà della nazione di Liberland". Il suo modello? Il Principato di Monaco, il Liechtenstein e Hong Kong.

Liberland sorge su una striscia di terra compresa tra i comuni di Zmajevac (Croazia) e Backi Monstor (Serbia): i due stati non sembrano interessati a questo spazio per via delle loro dispute territoriali. Jedlicka ha già informato le capitali dei due Stati, le Nazioni Unite e altri Paesi e spera in un tempestivo riconoscimento.