Libia, Alfieri: trattativa ancora aperta, complici se ce ne andiamo

Pol/Vep

Roma, 30 gen. (askanews) - "Non abbandoniamo la Libia al proprio destino! Saremmo complici di torture e stupri se ce ne andassimo dalla Libia lasciandola in balia di milizie e agguerriti protettori internazionali, se chiudessimo l'ospedale italiano che ha curato in tre anni 24.000 persone portando in Italia i casi più gravi, se togliessimo la copertura a Oim che ha rimpatriato 80.000 persone ridando una speranza a chi non l'aveva più, e a UNHCR che ha potuto salvare in questi anni decine di migliaia di rifugiati con i corridoi umanitari". Così su Facebook il senatore Alessandro Alfieri, capogruppo Pd in commissione Esteri.

"Sia chiaro: Il 2 febbraio non viene riconfermato nessun accordo, la trattativa è aperta. Possiamo scegliere di sporcarci le mani in Libia, dando sempre più supporto alle organizzazioni internazionali, curando i malati, battendosi per superare il sistema dei campi di detenzione. E soprattutto facendo ripartire l'operazione europea Sophia che lotta contro i trafficanti di esseri umani e controlla il rispetto dell'embargo sulle armi. Oppure disdettiamo tutti gli accordi, ritiriamo militari, medici e cooperanti. Così non dovremo più stringere le mani ai governanti libici e ci teniamo le mani pulite. E pazienza se avremo una nuova Somalia che si affaccia sul Canale di Sicilia. Io resto convinto, invece, che il Pd debba continuare a negoziare per evitare che centinaia di migliaia di persone vengano abbandonate al proprio destino, tra miliziani e trafficanti senza scrupoli. È una sfida maledettamente complicata ma non possiamo sottrarci", conclude.