Libia, Algeria e Tunisia: le tre rotte della frontiera Sud che preoccupano l'Italia

Umberto De Giovannangeli

Il problema dei problemi si chiama frontiere esterne. Che poi si traducono in rotte: quella libica, quella tunisina e ora anche quella - meno conosciuta al momento ma che alla Farnesina, come al Viminale, monitorano con crescente attenzione – algerina.

Tre rotte per tre Paesi che, ognuno con la sua specificità, presentano segni preoccupanti di crisi: politica, sociale, istituzionale. Si emigra per disperazione, ma anche per protesta. È il caso dell'Algeria. "La migrazione degli algerini, la harga, è un problema perché uccide molte persone – annota Kamel Daoud, in un pregnante reportage per The New York Times, riportato da Internazionale -. Ma soprattutto è un problema per il governo di Algeri: il fatto che i suoi cittadini intraprendano un viaggio così pericoloso è la prova evidente dei suoi tanti fallimenti, politici ed economici, della sua politica repressiva, della disoccupazione e dell'aumento del costo della vita...". Tutti, rimarca Daoud, conoscono i corridoi di fuga. Dall'estremità orientale del paese, a circa cinquecento chilometri da Algeri, si parte verso l'Italia. Dalla regione di Orano, nella parte occidentale del paese, la destinazione è invece la Spagna. Per partire bisogna mettere in conto una spesa di quasi mille euro (il salario minimo garantito in Algeria è di 18mila dinari al mese, meno di 130 euro al tasso di cambio attuale al mercato nero), che non comprende l'attrezzatura di salvataggio né provviste. La traversata verso la Spagna, spiega lo scrittore e giornalista algerino, dura un giorno, nel peggiore dei casi due. Il fatto è, che Madrid ha securizzato la "rotta algerina" e questo ha finito per rafforzare la tratta per l'Italia (aprendo peraltro un quarto fronte: quello col Marocco). Una ragione in più – dice ad HuffPost un diplomatico di lungo corso in Nord Africa – per provare a costruire un'azione comune con Spagna, Grecia e Francia che investa l'insieme della rotta mediterranea. Da soli, sarebbe uno sforzo...

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