Libia, ambasciatore tedesco a Roma: "No a conferenze senza risultati"

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"Il processo di Berlino è un processo che vuole trovare soluzioni per arrivare ad una pace e a una stabilità della Libia, e in questo l'Italia - con tutta la sua esperienza, molto maggiore di quella tedesca nella regione - è di nuovo assolutamente essenziale". L'ambasciatore della Repubblica federale di Germania, Viktor Elbling, spiega i termini e gli obiettivi dello sforzo messo in atto a Berlino sulla Libia. "Non c'è una data per una conferenza - precisa, parlando con l'Adnkronos - perché l'idea è di portare avanti una situazione dove veramente, una volta che ci si siede al tavolo, si possa arrivare a dei risultati concreti".  

"Per questo è necessario un lavoro molto intenso di confronto tra tutte le parti interessate al conflitto internazionalmente e anche e soprattutto un confronto in appoggio al lavoro delle Nazioni Unite, che sono l'elemento forse più importante per la soluzione della crisi libica. Per questo - continua - in questa fase stiamo cercando di riunire tutti gli attori che hanno un interesse a risolvere questa situazione in Libia, ed è questo il momento in cui ci troviamo nel negoziato e nei preparativi. Non vogliamo fare conferenze che non diano risultati". 

Per quanto riguarda, invece, le "relazioni tra Ue e Turchia", dice l'ambasciatore tedesco, "il momento è complicato, il tema dell'azione militare turca nella Siria del nord è un tema che è stato visto in modo molto critico da parte dell'Ue. Detto ciò la Turchia continua ad essere un partner molto importante per l'Unione Europea, membro della Nato, della difesa comune della Nato". "Abbiamo tutto l'interesse - conclude, parlando con l'Adnkronos - ad avere relazioni costruttive, in cui tutti i temi che sono importanti per noi, dalla sicurezza allo stato di diritto, al tema dei diritti umani abbiano il loro posto, che per noi è essenziale in Europa. Il tema dei valori continua ad essere un tema di grandissima importanza per l'Ue e anche per la Germania".