Libia, Borrell: "Sophia chiude"

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Nel Consiglio Affari Esteri "abbiamo raggiunto un accordo politico che pensavo fosse impossibile. Abbiamo concordato di lanciare una nuova operazione nel Mediterraneo e l'operazione Sophia sarà chiusa". Lo ha annunciato l'Alto Rappresentante dell'Ue per gli Affari Esteri, Josep Borrell. "La sua fine - continua - era prevista per il 20 marzo e per quel giorno l'operazione terminerà. Ma lanceremo una nuova operazione nel Mediterraneo, che avrà come obiettivo attuare l'embargo sulle armi deciso dal Consiglio di sicurezza dell'Onu".  

"La missione - prosegue - avrà asset navali, ma anche aerei e satellitari. L'area di operazioni non sarà la stessa di Sophia, che copriva l'intera costa libica, da un confine all'altro". 

"Se vogliamo far rispettare l'embargo sulle armi - aggiunge Borrell - dobbiamo concentrarci sulla costa orientale. E' lì che arrivano le armi. Il personale militare definirà l'area delle operazioni in accordo con il mandato".  

L'operazione "manterrà altri compiti secondari, anche combattere il crimine organizzato responsabile delle migrazioni e anche l'addestramento della Guardia Costiera e della Marina libiche" prosegue. "Abbiamo notato legittime preoccupazioni di alcuni Stati membri riguardo al potenziale impatto sui flussi migratori, il cosiddetto effetto di attrazione. Questo sarà osservato con attenzione e riportato regolarmente al comandante - conclude Borrell -. Nel caso si osservi un pull factor sui migranti, le navi verranno ritirate dalle aree interessate". 

DI MAIO - L'operazione Sophia, che prendeva il nome da una bambina partorita da una donna somala salvata in mare a bordo della fregata tedesca Schleswig-Holstein, "non esiste più", sottolinea anche il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. "Come Italia - afferma - portiamo a casa una missione che è contro l'embargo e che non è Sophia. Sophia non esiste più, la missione Sophia non esiste più. Adesso esiste una missione che blocca le armi e che ha delle regole di ingaggio molto importanti".  

"La prima di tutte - continua Di Maio - è che le navi che saranno disposte in mare saranno nella zona est della Libia", il che "significa sulle coste dove c'è il traffico di armi. Abbiamo convenuto che, se per caso queste navi dovessero scatenare un pull factor, cioè fare in modo che, essendo vicine alla costa, fanno partire più migranti, la missione navale si blocca". 

"E questa - prosegue Di Maio - è un'altra novità perché l'Ue, nei suoi statement, riconosce l'esistenza del pull factor. E la terza cosa importantissima per noi è che tutti gli Stati hanno dato la disponibilità a dare assetti aerei e navali, quelli che li hanno, per riuscire a compiere la missione che è quella di bloccare l'ingresso delle armi".  

"Significa - continua Di Maio - finalmente ascoltare l'Italia, perché avevamo detto chiaramente che è inutile pattugliare le coste ovest e intercettare le rotte dei migranti, perché lì noi lavoriamo con la Guardia Costiera Libica".  

"Siamo anche d'accordo sul fatto che, oltre alla sorveglianza navale e aerea, dobbiamo lavorare ad una sorveglianza terrestre ai confini della Libia - conclude Di Maio -. Sono risultati che abbiamo ottenuto dopo tre ore di Consiglio. E lo facciamo finalmente con serietà, per ritornare ad essere come Ue e come Italia protagonisti in Libia".