Libia, Borrell: tregua subito e cessare interferenze esterne -2

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Bruxelles, 7 gen. (askanews) - "Di fronte alla preoccupante escalation militare avvenuta di recente in Libia, e anche in vista del Consiglio Affari esteri in programma venerdì 10 gennaio - si legge nella dichiarazione comune di Borrell e dei quattro ministri -, ci siamo incontrati oggi a Bruxelles per riaffermare il nostro impegno a far cessare immediatamente i combattimenti intorno a Tripoli e per discutere su come l'Ue possa contribuire ulteriormente alla mediazione delle Nazioni Unite e a un rapido ritorno a negoziati politici".

"L'Ue - si legge ancora nella dichiarazione conclusiva della riunione, che non si è potuta tenere a Tripoli, dove era inizialmente prevista, proprio a causa delle operazioni militari in corso - è fermamente convinta che non esista una soluzione militare alla crisi libica, e che un conflitto prolungato porterà solo più sofferenza alla gente comune, aggravando le divisioni, aumentando il rischio di spartizione, diffondendo instabilità in tutta la regione e aggravando la minaccia di terrorismo. Una cessazione immediata delle ostilità è quindi cruciale".

"Tutti i membri della comunità internazionale - continua il ,testo - devono rispettare e far rispettare rigorosamente l'embargo sulle armi delle Nazioni Unite. La continua interferenza esterna sta alimentando la crisi. Quanto più le parti in guerra libiche fanno affidamento sull'assistenza militare straniera, tanto più danno agli attori esterni un'indebita influenza sulle decisioni sovrane libiche, a scapito degli interessi nazionali del Paese e della stabilità regionale".

Rispondendo a una domanda sull'intenzione espressa dalla Turchia di dispiegare proprie truppe in Libia, Borrell ha aggiunto: "Noi abbiamo chiesto un cessate il fuoco e anche una cessazione dell'escalation nell'interferenza esterna, che è andata aumentando negli ultimi giorni. E' ovvio - ha sottolineato - che ci riferiamo anche alla decisione turca di intervenire in Libia, una cosa che respingiamo e che aumenta le nostre preoccupazioni. E quando dico 'interferenza esterna crescente', faccio riferimento all'interferenza in Libia da parte della Turchia", ha concluso l'Alto Rappresentante Ue.