Libia, Conte: da Erdogan no mire personali su esito crisi

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Roma, 13 gen. (askanews) - "Non c'è stato e non può esserci una paese che può essere protagonista in Libia. Sarebbe molto arrogante e velleitario pensare a un personale interesse di un singolo paese eliminando gli altri e calpestando il popolo libico: da Erdogan non ho assolutamemte tratto queste indicazioni". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ad Ankara dopo il colloquio con il presidente turco a proposito del ruolo e dell'influenza dei paesi esterni nella soluzione della crisi libica.

"Con Erdogan c'è stata piena condivisione" su questo, "l'Italia vuole assolutamente avviare la Libia verso un processo democratico", ha spiegato il premier, "un'agenda che convididiamo con Ue e Onu e su cui tutti dovranno convergere".

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    Salvini ha ammesso di aver incontrato il presidente Casellati

    Intervistato dal Corriere della Sera il leader della Lega Matteo Salvini ammette di aver parlato con la presidente del Senato Elisabetta Casellati “prima e dopo il convegno” sull'antisemitismo promosso dalla Lega “a cui lei è venuta a portare il suo saluto”, “ma – precisa subito dopo – abbiamo affrontato esclusivamente i l tema della lotta all'antisemitismo”. Quindi nessuna interferenza sul voto e le scelte della Giunta per le autorizzazioni a procedere sul caso Salvini-Nave Gregoretti.Richiesto dal quotidiano di via _Solferino anche di un parere sulla sentenza della Corte costituzionale che ha bocciato la richiesta della Lega di un referendum per trasformare la legge elettorale in un maggioritario puro, Salvini ribadisce il giudizio di “scelta politica” fatto dalla Consulta come già dichiarato da alcuni leghisti il voto della Corte, rincarando la dose: “Una Corte di sinistra ha fatto una scelta di sinistra” o se si preferisce, chiosa, “ha fatto una scelta di sistema”.Meglio anzi, una scelta “per bloccare il sistema” perché, ad avviso del leader leghista, “in Parlamento c'è una maggioranza di qualche centinaio di eletti che vuole farsi una legge a suo vantaggio, mentre 60 milioni di italiani avrebbero scelto per tutti” però “la Corte ha deciso che scelgano i partiti e non gli italiani” punta dritto l'indice accusatore.Salvini, invece, sperava che “essendoci di mezzo il futuro del Paese, sarebbero andati oltre le logiche politiche e partitiche” mentre invece “ha prevalso l'istinto di conservazione” ma in aquesto modo, chiosa il leader del Carroccio, “si è tolto ai cittadini il diritto di scegliere la legge che vogliono”.Quanto alla sua vicenda personale, rispetto al caso della nave Gregoretti e all'accusa di sequestro di persona per non aver fatto scendere a terra la scorsa estate gli immigrati, Salvini dice: “Vogliono mandarmi a processo ma sanno che è senza senso e dunque vorrebbero farlo dopo le elezioni in Calabria ed Emilia-Romagna. E se la prendono con la presidente…”.

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    Gf Vip, bufera sulla frase di Zequila “Ti dò un cazzotto e ti uccido”

    L'attore Roger Garth ha accusato Antonio Zequila di aver minacciato l'ex Miss Italia Carlotta Maggiorana all'interno della Casa del Gf Vip.

  • È morto Francesco Saponara, benzinaio accoltellato da uno psicopatico
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    È morto Francesco Saponara, benzinaio accoltellato da uno psicopatico

    È morto Francesco Saponara, il 60enne che venne accoltellato da uno psicopatico mentre lavorava nel benzinaio di suo padre a Milano.

  • Guerra e pace in casa Muccino
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    Guerra e pace in casa Muccino

    È una storiaccia dove si intrecciano dinamiche parentali, rivalità professionali, donne della discordia, film, libri, social, talk-show avidi di accuse truci, avvocati e tribunali, quella dei fratelli Muccino. Ricomposta (pare, sembra, chissà se durerà…) pochi giorni fa, quando con uno dei suoi abituali tweet il regista Gabriele, 52 anni, un nuovo film “Gli anni più belli”, in uscita il prossimo 14 febbraio (giornata dell'amore, sarebbe stato in effetti poco indicato oscurare la prima con poco idilliache cronache tribunal-familiari) ha annunciato di aver ritirato, all'inizio del dibattimento per diffamazione che vedeva imputato il fratello Silvio, 37 anni, la querela che quel processo aveva innescato.“Mi interessava che un giudice, con tutti i documenti alla mano, lo rinviasse a giudizio. E questo è accaduto. Non mi interessa la sua condanna. Chiudo così questa parentesi triste e insensata” ha cinguettato Gabriele beccandosi non poche critiche (la più gentile quella di intasare i tribunali a spese dei contribuenti) dai suoi follower.Alla sbarra Silvio ci era arrivato a causa delle sue accuse al fratello, consegnate nell'aprile del 2016 a L'Arena, il talk show su La7 di Massimo Giletti: “Gabriele è una persona violenta, ha colpito sua moglie con uno schiaffo perforandole il timpano”, lanciò lì la sua bomba l'attore-regista- scrittore raccontando che quattro anni prima suo fratello aveva malmenato l'allora moglie Elena Majoni, (oggi è sposato con Angelica Russo) perforandole pure il timpano.La confessione chez l'Arena era stata dettagliatissima: Silvio svelò che, chiamato davanti ai giudici per fornire la sua versione dei fatti, aveva reso una falsa testimonianza che gli pesava sulla coscienza: «Sono stato indotto a mentire e ho negato questo schiaffo davanti ai pm. La mia famiglia ha fatto figurare che fosse un incidente avvenuto in piscina. Scelsi la mia famiglia anziché la verità, non me lo sono mai perdonato, e ho fatto crac». Sodalizio e rotturaLa decisione di allontanarsi dalla famiglia, raccontò, era nata in quel momento (per Gabriele quattro anni prima). Prima di declinarsi nella storia da fratelli coltelli che oggi, perlomeno in tribunale, si è ricomposta, la loro era una bella storia fraterna cominciata 37 anni fa, con l'arrivo del bebè Silvio nella casa romana dove il quindicenne Gabriele doveva vedersela solo con la secondogenita Laura, oggi regina dei casting, e felicemente proseguita sul set, dove a 17 anni il piccolo di casa debuttò nel gioiellino “Come te nessuno mai”, diretto dal fratello con cui scrisse a quattro mani la sceneggiatura, per poi bissare la prova attoriale due anni dopo ne “L'ultimo bacio” e nel 2003, in “Ricordati di me”, ultimo film della premiata ditta Muccino and Muccino. Fine della collaborazione fraterna.Cinque anni dopo, nel 2008, iniziò la carriera da regista di Silvio con “Parlami d'amore”, film tratto dal libro che, attenzione, nel 2006 aveva scritto a quattro mani con Carla Vangelista, 65 anni, scrittrice e sceneggiatrice, nome cruciale di tutta questa storia. Due anni dopo, nel 2010 Gabriele si sfogò con La Repubblica svelando che da tre anni non vedeva più suo fratello (“Il cruccio più grande è che ho un fratello che si è isolato dalla famiglia e naturalmente da me, non risponde se cerco di contattarlo, non si fa vivo”). Cherchez la femmeChe cosa era successo? Cherchez la femme, Vangelista appunto, secondo la tesi del primogenito Muccino. Sui social Gabriele entrò nei particolari incolpando la sceneggiatrice di aver plagiato suo fratello, allontanandolo dalla famiglia. Il regista ci andò giù pesantissimo, definendola “improvvisata scrittrice di discutibile talento che ha sequestrato e rovinato il talento di un promettentissimo ragazzo e attore”. Rincarando la dose su Twitter (i panni sporchi i Muccino li lavano sui social e in tv) quando Silvio, dopo aver chiesto al fratello di smettere di considerarlo un burattino nella mani della sceneggiatrice, fece flop con la sua terza opera da regista, “Le leggi del desiderio”, scritto con Vangelista: “Il tuo film è di una signora che ti gestisce, come un ventriloquo il suo pupazzo, da un tempo ormai irreversibilmente lontano”.La signora comprensibilmente non ci passò sopra, lo querelò, gli chiese un sacco di soldi e nel 2016 il regista si esibì in pubbliche scuse, contenute in una lettera: “Voglio chiedere scusa pubblicamente alla Signora Carla Vangelista, collaboratrice da molti anni di mio fratello Silvio, a fronte di improprie esternazioni delle mie opinioni, nelle quali le attribuivo la responsabilità dell'allontanamento di Silvio da me e dalla mia famiglia”. Può bastare? No.Per comprendere la "Dinasty mucciniana", bisogna ricordare, a rischio di perdersi tra talk show e conduttori, che nel gennaio del 2015 Gabriele andò da Daria Bignardi alle “Invasioni barbariche”, dicendosi addolorato per l'allontanamento del fratello (“un lutto") ma pentendosi pure per aver reso pubblici, sui social i drammi di famiglia. Disse pure che il fratello minore, una volta attore si era messo in competizione con lui, trasformandosi in regista creando un corto circuito.Con sommo gaudio della Bignardi e dei suoi ascolti un mese dopo alle ‘Invasioni Barbariche' andò in onda la versione di Silvio: tornando sull'accusa di plagio del fratello “a una donna che nemmeno conosce e che non ha mai visto” il più piccolo dei Muccino si disse “violentato dalle affermazioni del fratello”. Il resto, dallo scoop sul timpano rotto consegnato a Giletti all'ultimo atto in tribunale è storia. Adesso non resta che aspettare un'intervista doppia in tv. Giletti and Co. si stanno già fregando le mani.

  • Meteo, weekend di maltempo: in arrivo perturbazione atlantica con neve
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    Meteo, weekend di maltempo: in arrivo perturbazione atlantica con neve

    Il weekend si apre all'insegna del maltempo in Italia: le previsioni meteo hanno segnalato l'arrivo della neve. Le regioni più colpite nel dettaglio.

  • Richiedenti asilo impacchettavano pennarelli per 150 euro al mese
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    Richiedenti asilo impacchettavano pennarelli per 150 euro al mese

    Tutti i giorni, sette su sette, senza riposi o ferie, con una pausa pranzo di pochi minuti, confezionavano scatole di pennarelli in un capannone senza riscaldamento alla periferia nord del capoluogo piemontese. Sorvegliati a vista dal datore di lavoro o dalla moglie, entrambi cittadini di nazionalità cinese, al momento dell'assunzione erano stati informati che il compenso giornaliero sarebbe stato di 18 euro se avessero prodotto almeno 1000 scatole. Nella ditta lavoravano circa 35 persone, tutti cittadini extracomunitari richiedenti asilo.  Le buste paga, da cui venivano trattenuti dal datore di lavoro 50 euro mensili come costi per la preparazione delle medesime, avevano importi medi mensili di 150 e quando tre lavoratori hanno chiesto che la paga salisse a 25 euro, sono stati licenziati.  Ieri mattina, assistiti dall'avvocato torinese Stefano Bisacca che ha anche presentato in procura un esposto per sfruttamento del lavoro, i tre si sono presentati davanti al giudice del lavoro che si è riservato di fissare una nuova data per ascoltare i testimoni. All'udienza non si è, invece, costituita l'azienda che risulterebbe in liquidazione. Ora sono in corso accertamenti per verificare se il materiale che veniva confezionato era contraffatto oppure no.

  • "Ho creato la pizza al kiwi, ora minacce di morte dall'Italia"
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    "Ho creato la pizza al kiwi, ora minacce di morte dall'Italia"

    "So che la pizza in Italia è una religione... Ho avuto minacce di morte dall'Italia e dalla Francia per la mia pizza al kiwi". Stellan Johansson è lo chef svedese salito alla ribalta per il suo esperimento culinario: una pizza margherita 'arricchita' con i kiwi regalati dal fratello. La foto dell''invenzione' ha fatto il giro del web e Johansson, suo malgrado, si è ritrovato al centro dell'attenzione. La sua pagina Facebook, in particolare, è stata presa d'assalto da utenti italiani che, tra il serio e il faceto, si sono scandalizzati per il 'sacrilegio alimentare'. "Mi rendo conto che la pizza in Italia sia una religione. In Svezia si mette praticamente qualsiasi cosa sulla pizza, ma anche qui" l'uso dei kiwi "è sembrato strano a molte persone. Ho ricevuto minacce di morte dall'Italia e dalla Francia. Sulla mia pagina ci sono molti commenti arrabbiati, ma credo siano soprattutto ironici", aggiunge all'Adnkronos. L'apprezzamento per la cucina italiana è sincero, "in particolare per i piatti di pesce. Sono stato nel vostro paese 15 anni fa l'ultima volta. E' la prima volta che provo un esperimento del genere con la pizza, uso i kiwi per altre ricette", prosegue.

  • Sardine e Lega a Bibbiano, i sindaci: “Chiediamo un passo indietro”
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    Sardine e Lega a Bibbiano, i sindaci: “Chiediamo un passo indietro”

    Il questore ha assegnato la piazza di Bibbiano per il 23 gennaio alla Lega nonostante le Sardine l'avessero "prenotata" per prime.

  • Whatsapp in incognito: come non farsi vedere online dai contatti
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    Whatsapp in incognito: come non farsi vedere online dai contatti

    Usare Whatsapp senza che i propri contatti vedano che si è online: ecco come fare azioni all'interno dell'app in incognito.

  • Carlotta Cocina chi è: tutto sulla concorrente de La Pupa e il Secchione
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    Carlotta Cocina chi è: tutto sulla concorrente de La Pupa e il Secchione

    Carlotta Cocina è la "Pupa" che ha fatto innamorare i telespettatori de La Pupa e il Secchione: originaria di Roma, Carlotta ha due grandi passioni.

  • De Micheli contro Amadeus: “Faccia lui un passo indietro”
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    De Micheli contro Amadeus: “Faccia lui un passo indietro”

    Non si spegne la polemica scoppiata per le parole di Amadeus: anche la ministra Paola De Micheli si scaglia contro il conduttore.

  • Addio a Pietro Anastasi, uno dei più grandi bomber degli anni '70
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    Addio a Pietro Anastasi, uno dei più grandi bomber degli anni '70

    È morto all'età di 71 anni Pietro Anastasi, il grande attaccante siciliano che negli anni '70 vinse tre scudetti con la Juventus e una Coppa Italia con l'Inter. Lo riferisce il sito del club bianconero. Brevilineo ma esplosivo, Anastasi faceva anche parte dell'Italia che conquistò l'europeo nel 1968 e in azzurro aveva totalizzato 25 presenze e 8 gol in Nazionale.Anastasi era malato di tumore dal 2018. Catanese di origine, si era affermato nel Varese. A vincere la corsa per averlo in squadra fu la Juventus, che nel 1968 investì 650 milioni, una cifra che per quei tempi era davvero notevole negli ambienti del calcio professionistico. Furono 8 anni di cammino in bianconero per Anastasi, il quale diede un contributo fondamentale per la conquista di tre scudetti, nei campionati 1971-72, 1972-1973 e 1974-1975, disputando inoltre le finali di Coppa delle Fiere, nel 1971, e Coppa dei Campioni e Coppa Intercontinentale nel 1973.Con la maglia bianconera ha giocato 205 partite e segnato 78 gol. Poi, nel 1976, il passaggio all'Inter, che ai bianconeri dava Roberto Boninsegna, altro centravanti di spicco. In maglia nerazzurra Anastasi non ebbe lo stesso successo, però contribuì alla conquista di una Coppa Italia, nel 1978. Concluse a Lugano una carriera in cui ha disputato 338 gare in serie A, segnando 105 gol. È stato il secondo marcatore della categoria, nel 1968-1969, e il terzo nel 1969-1970 e 1973-1974.Appese al chiodo le scarpette, Anastasi intraprese brevemente la carriera da allenatore delle giovanili e quindi divenne commentatore televisivo. Nel 2018 gli era stato diagnosticato un tumore.

  • Nuovo digitale terrestre: come verificare la compatibilità della TV
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    Nuovo digitale terrestre: come verificare la compatibilità della TV

    In vista del prossimo switch off del digitale terrestre, vediamo come fare per capire se il proprio televisore è compatibile oppure no

  • La nervosa attesa per il voto in Emilia
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    La nervosa attesa per il voto in Emilia

    La data del voto in Giunta sul 'caso Gregoretti' è l'ennesimo scontro tra la maggioranza (che contesta il ruolo della presidente del Senato Casellati e pensa di disertare la riunione del 20) e l'opposizione, con Salvini che difende la seconda carica dello Stato e se stesso ("in Tribunale ci vado a testa alta"). Un'altra battaglia che si innesta in un clima già surriscaldato dalla decisione della Corte costituzionale sul referendum voluto dalla Lega per arrivare ad un maggioritario puro: ora la maggioranza andrà avanti sulla legge elettorale proporzionale, però senza fretta per non creare ulteriori fibrillazioni (la disputa sarà sulla soglia del 5%) e la stessa Lega dopo l'Emilia potrebbe sedersi al tavolo.Ma al di là della tensione sui nodi sul tavolo (per esempio la questione sulla revoca della concessione ad Autostrade sarà affrontata dal premier dopo il 26 nonostante il pressing di Di Maio), lo sguardo delle forze politiche è rivolto a domenica prossima. La verifica di governo che verrà portata avanti da Conte (restano i timori su Italia Viva dopo lo 'strappo' sulla prescrizione) può attendere.Le Sardine preparano la piazza di domenica a Bologna (attese 30 mila persone) e chiedono un incontro direttamente al presidente del Consiglio, Conte. "La vittoria è a portata di mano", dice la Meloni da Rimini. Tour elettorale anche per Zingaretti che punta all'unità del fronte progressista e rispondendo agli inviti di Bersani di costruire una nuova casa rimarca come "le scissioni siano state un drammatico errore". E mentre Di Maio ha difeso la scelta della 'terza via' (confermato che M5s andrà da solo pure nelle Marche) Salvini lo attacca: "L'alleanza con il Pd è stata una scelta suicida". Salvini guarda agli elettori M5s (e anche a qualche eletto)Giovedì durante l'assemblea dei gruppi parlamentari l'ex ministro dell'Interno ha invitato i leghisti a non affondare il colpo su M5s. "Il nostro competitor è il Pd", ha osservato. Ma il ragionamento del 'Capitano' è legato - spiega piu' di un 'big' lumbard - anche ad un'altra valutazione. Salvini punta agli elettori del Movimento, potrebbero essere loro l'ago della bilancia in Emilia."Ai Cinque stelle - riflette un esponente di peso del partito di via Bellerio - converrebbe spostare i voti sul centrodestra". La tesi è che a giovarsi di un'eventuale sconfitta di Bonaccini sarebbero pure i pentastellati: "Se il Pd vince - osserva la stessa fonte - il giorno dopo chiederà un rimpasto o di avere più poteri contrattuali e il Movimento 5 stelle diventerebbe la ruota di scorta dei dem".Ragionamenti di parte ovviamente, ma che testimoniano la posta in gioco, con i ministri del Pd e i dirigenti tutti mobilitati per l'Emilia nei prossimi giorni. Oggi, invece, si terrà la kermesse della Lega a Maranello per dimostrare che la Lega "corre per vincere". L'invito di Salvini a deputati e senatori (presenti anche i tre pentastellati entrati nel gruppo del Senato, con il segretario che non ha escluso nuovi arrivi) è stato uno solo: "Bisogna coprire ancora 500 Comuni. Bisogna andare dappertutto, anche in quei paesi abbandonati da tutti". Insomma la convinzione dell'ex responsabile del Viminale è che la battaglia si possa vincere soprattutto in periferia.

  • Louis Vitton si è comprato uno dei diamanti grezzi più grandi al mondo
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    Louis Vitton si è comprato uno dei diamanti grezzi più grandi al mondo

    È il più grande diamante grezzo al mondo dal 1905, delle dimensioni di una pallina da baseball color carbone: "Sewelo" fu scoperto nell'aprile 2019 in una miniera del Botswana, pesa 352 grammi e ha 1.758 carati. E adesso ha anche un proprietario: Louis Vuitton.Il brand del lusso lo ha acquistato per una cifra al momento tenuta segreta, ma che sarebbe, ha detto la casa francese al New York Times, di "milioni". Quanti? Un diamante di 813 carati, "Constellation", scoperto nel 2015, è stato venduto per 63 milioni di dollari, mentre un altro simile, scoperto nel 2016, "Lesedi La Rona", venne battuto all'asta da Sotheby's per 53 milioni. LUCARA COLLABORATES WITH LOUIS VUITTON TO POLISH BOTSWANA'S LARGEST DIAMOND Lucara Diamond has announced that it has entered into a collaboration with Louis Vuitton to polish the historic 1,758-carat Sewelô diamond recovered from Karowe...PushaBW pic.twitter.com/ejYRLo6WWH — Brand Botswana (@OfficialBrandBW) January 16, 2020Il valore del Sewelo, che in Botswana vuol dire "rarità", potrebbe essere più alto. "Al mondo ci sono meno di dieci persone - ha commentato Marcel Pruwer, ex presidente di Antwerp Diamond Exchange, compagnia che investe sui diamanti - che saprebbero cosa fare di una pietra simile o come tagliarla o in grado di mettere in vendita un diamante da 50 milioni di dollari"."Se compri un diamante come quello - ha aggiunto Jeffrey Post, esperto dello Smithsonian Institution - acquisti subito credibilità". Sewelo è destinato a diventare una "star" del settore, ma non a detenerne il primato: al momento è il secondo più grande di sempre, dietro al diamante "Cullinan", 3.100 carati, scoperto in Sud Africa nel 1905.Adesso per Vuitton, dopo l'acquisto, si apre la seconda fase, molto delicata: analizzare il diamante grezzo per capire il reale valore che avrà una volta lavorato. Per questo verrà realizzato un scanner capace di effettuare una "radiografia".Secondo gli esperti, Sewelo custodirebbe nel suo interno almeno un diamante puro ovale di 891 carati o diverse pietre che variano da 100 a 300 carati. In questo ultimo caso, le dimensioni record della pietra grezza non porterebbero automaticamente a una valutazione da primato, una volta lavorato. Per Vuitton sarebbe una beffa.

  • La Fiat Panda 4x4 dedicata a Indiana Jones... diventa elettrica!
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    La Fiat Panda 4x4 dedicata a Indiana Jones... diventa elettrica!

    L’atelier di Lapo Elkann presenta la prima di 5 Panda 4x4 ICON-e, ispirata al famoso archeologo interpretato da Harrison Ford

  • Bambina 13enne incinta in Russia: amichetto di 10 anni presunto padre
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    Bambina 13enne incinta in Russia: amichetto di 10 anni presunto padre

    In Russia una bambina 13enne è rimasta incinta di un suo amico di 10 anni. La polizia però nutre dubbi sulla paternità e ha avviato delle indagini.

  • L'auto del futuro è uno smartphone su quattro ruote
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    L'auto del futuro è uno smartphone su quattro ruote

    Cav, connected and automated vehicles: nel prossimo futuro le auto non saranno solo elettriche e dunque più silenziose e meno inquinanti, ma saranno anche sempre più connesse e, in prospettiva anche dotate di sistemi di guida autonomi. È in questa prospettiva che va inserito l'annuncio di Fiat Chrysler Automobiles che ha detto di avere in corso discussioni con Hon Hai Precision Ind. Co. (Foxconn) per la possibile costituzione di una joint venture paritetica per lo sviluppo e produzione in Cina di veicoli elettrici di nuova generazione e l'ingresso nel business IoV (Internet of Vehicles).La collaborazione proposta, inizialmente focalizzata sul mercato cinese, consentirebbe alle parti di unire le capacità di due affermati leader mondiali nell'ambito della progettazione automobilistica, dell'ingegneria, della produzione e della tecnologia mobile software, per concentrarsi sul crescente mercato dei veicoli elettrici a batteria. Anche se i due colossi sono ancora lontani dalla firma di un accordo definitivo, è interessante notare che proprio nei mesi scorsi il presidente della Foxconn, Young Liu, aveva dichiarato che la società si sarebbe concentrata su tre aree chiave come futuri driver di crescita: auto elettriche, medicina digitale e robotica avanzata.Se l'accordo con Fca dovesse andare in porto sarebbe dunque un ulteriore passo in avanti verso la realizzazione di piattaforme automobilistiche che vanno sempre più nella direzione Cav, che non nel semplice sviluppo di veicoli elettrici. Foxconn è infatti il più importante costruttore mondiale di smartphone e di altri dispositivi elettronici e dispone del know-how industriale e tecnologico che permetterà di trasformare le auto, cosi' come le conosciamo oggi, in veri e propri Cav. Le auto del futuro saranno infatti una sorta di smartphone con le ruote, alimentate però da motori elettrici. I nuovi veicoli infatti in grado di processare e di gestire una serie di dati e di rimanere connessi con le nuove reti 5G attraverso le quali riceveranno le informazioni per arrivare a destinazione e svolgere tutte le attività connesse al servizio. L'innovazione in mostra al CesLe sperimentazioni in corso e gli accordi per lo sviluppo di piattaforme Cav, che includono cioè oltre al veicolo (hardware) anche i software (sistemi a intelligenza artificiale, big data) e le reti di connessione e di acquisizione dei dati (5G), sono diverse e l'ultima edizione del Ces, la mostra dell'elettronica che si è da poco conclusa a Las Vegas, ne ha fornito diversi esempi che mostrano come questo particolare sviluppo sia una sfida che va oltre l'ambito delle industrie automotive e coinvolge anche quelle delle telecomunicazioni e quelle dell'elettronica, in un processo di integrazione tecnologica totale.Non è un caso se tra i prototipi che sono stati presentati al Ces ci sia quello realizzato da Sony il gigante dell'elettronica giapponese che ha proposto, accanto agli altri, il suo modello di veicolo autonomo. Sony non è l'unica: accanto a lei, a competere nello sviluppo di nuovi modelli di veicoli autonomi ci sono giganti del calibro di Google, Huawei Technologies e Apple. Anche Ibm è scesa in campo con Seat per lo sviluppo di sistemi integrati di assistenza alla guida dotati di Intelligenza artificiale. La vera sfida è la sicurezzaCome è stato evidenziato anche da una ricerca pubblicata su Journal of Traffic and Transportation Engineering ad aprile dello scorso anno, il principale ostacolo che frena lo sviluppo dei Cav è quello legato alla sicurezza. La tecnologia Cav è infatti un sistema estremamente complesso che, oltre a gestire il veicolo e il conducente, deve necessariamente dialogare anche con l'ambiente che lo circonda: strade, attraversamenti, pedoni, altri veicoli, tutto deve poter essere in qualche modo trasformato in un segnale che deve essere raccolto e processato in tempo reale dal computer di bordo. Per fare questo occorre una piattaforma dotata di diverse tecnologie (sensori ottici, radar, segnali radio) che devono parlare tra loro.Inoltre, i sistemi di intelligenza artificiale hanno bisogno di enormi quantità di dati da poter analizzare per imparare e modellizzare i loro processi. Per questo, da più parti (Europa, Stati Uniti e Giappone), industrie automobilistiche, gestori di reti telefoniche, enti di ricerca e gestori di reti autostradali, stanno lavorando insieme per dar vita a dei veri e propri living lab dove testare tutte queste tecnologie. Si tratta di vere e proprie smart city come per esempio quella che costruirà Toyota alle falde del Monte Fuji in Giappone. Woven city, questo il nome della città, occuperà l'area precedentemente occupata da una fabbrica dismessa e sarà abitata da 200 ricercatori, ingegneri e sviluppatori che si dedicheranno proprio allo studio di soluzioni a supporto delle Cav.Negli Stati Uniti, a poche miglia dal distretto automotive di Atlanta in Georgia, proprio all'inizio di questa settimana è stata annunciata la realizzazione del Laboratorio di tecnologia delle infrastrutture automobilistiche (Iatl), che mira a riunire case automobilistiche, operatori di reti cellulari, società di dispositivi di controllo del traffico e produttori di semiconduttori in un unico hub tecnologico per creare, sviluppare e testare la sicurezza dei veicoli connessi applicazioni. Un vero e proprio laboratorio dal vivo della mobilità innovativa. "La capacità dei veicoli di comunicare con l'infrastruttura di controllo del traffico è fondamentale per migliorare la sicurezza stradale e per la rapida adozione della tecnologia dei veicoli connessi in tutta la flotta", ha affermato Jovan Zagajac, responsabile della tecnologia dei veicoli connessi per Ford Motor Company, uno dei partner del progetto. Le sperimentazioni in GermaniaIn Europa invece sono molto attivi i tedeschi, che, in bassa Sassonia hanno avviato il progetto "Campo di prova della Bassa sassonia per la mobilità automatizzata e in rete". Mercoledì scorso, il Dlr Institute of Transportation systems ha aperto infatti il percorso di prova sull'autostrada A39 vicino a Braunschweig, una sezione dell'intero percorso previsto nell'ambito del progetto "Testfeld Niedersachsen" avviato insieme al Lander della Bassa Sassonia.Negli ultimi tre anni, lungo questo tratto autostradale, Dlr ha installato una settantina di pali dotati di sensori in grado di rilevare il movimento degli autoveicoli e raccogliere dati che possono essere riutilizzati per facilitare lo sviluppo di tecnologie destinate a supportare la circolazione di veicoli senza pilota. I sensori possono comunicare tra loro e con i veicoli se adeguatamente equipaggiati. Oltre ai sensori installati in modo permanente, esistono versioni mobili. I dati raccolti formano poi una mappa che raccoglie tutti i database del progetto. Verrà creata una piattaforma aperta di ricerca e sviluppo, verrà offerta una combinazione unica e completa di diverse opzioni di test e test - dalla simulazione ai percorsi negli spazi pubblici.La costruzione dell'infrastruttura per il progetto "Testfeld Niedersachsen" e la digitalizzazione della rete stradale sono state attuate con fondi del Fondo europeo per lo sviluppo regionale e dello Stato della Bassa Sassonia. Il campo di prova della Bassa Sassonia comprende sezioni delle autostrade A2, A7, A39, A391, nonché parti delle strade federali e statali B3, B6, B243 e L295. Integra inoltre i percorsi stabiliti della piattaforma applicativa Intelligent mobility (Aim) , che è in funzione nel centro della città di Braunschweig. Ciò consente il collaudo in diverse situazioni di traffico e nella transizione tra diversi tipi di strade. In totale, il campo di prova della Bassa Sassonia coprirà oltre 280 chilometri con settori di varie attrezzature tecniche dopo il completamento.

  • Cecilia Rodriguez e Francesco Monte, i rapporti oggi: “Non lo sento”
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    Cecilia Rodriguez e Francesco Monte, i rapporti oggi: “Non lo sento”

    Cecilia Rodriguez è categorica per quanto riguarda i suoi ex fidanzati e Francesco Monte: la sorellina di Belen si è confessata senza filtri.

  • Trump a Khamenei: "Stia molto attento con le parole"
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    Trump a Khamenei: "Stia molto attento con le parole"

    "Dovrebbe stare molto attento con le parole". Così il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha risposto alla guida suprema iraniana, l'ayatollah Ali Khamenei, che durante il sermone del venerdì, per la prima volta in otto anni guidato da lui, ha definito Trump "un pagliaccio". "Il cosiddetto 'leader supremo' iraniano, che in fondo non è così supremo - ha scritto il presidente su Twitter - ha detto alcune cose orribili su Stati Uniti ed Europa. La loro economia sta crollando, il loro popolo sta soffrendo, dovrebbe stare molto attento con le parole". E poi, in un tweet successivo, Trump ha ribadito che "il popolo nobile dell'Iran, che ama l'America, merita un governo che sia più interessato ad aiutarlo a realizzare i suoi sogni piuttosto che a ucciderlo perché chiede rispetto". "Invece di condurre l'Iran alla rovina, i suoi leader dovrebbero abbandonare il terrore e rendere l'Iran di nuovo grande" ha esortato il presidente, parafrasando il suo 'Make America Great Again!".

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  • Taser, il cardiologo: "Rischio di morte in alcuni casi"
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    Taser, il cardiologo: "Rischio di morte in alcuni casi"

    Con l'utilizzo del "Taser un rischio minimo di mortalità cardiaca esiste, se utilizzato su persone cardiopatiche o sotto effetto di sostanze come la cocaina". Lo spiega all'Adnkronos Salute Francesco Perna, cardiologo aritmologo della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs di Roma, dopo l'approvazione, oggi in Consiglio dei ministri del regolamento che disciplina l'uso della pistola a impulsi elettrici che entrerà quindi nelle dotazioni delle Forze di polizia, dopo il vaglio del Consiglio di Stato e poi tornerà in Cdm per l'approvazione definitiva. "Abbiamo pochi dati - spiega Perna - sugli effetti dell'uso del Taser, utilizzato fino ad oggi soprattutto negli Stati Uniti, da dove provengono le ricerche disponibili. L'elettricità, con questo strumento, viene applicata sulla pelle, che è un isolante naturale. Il cuore è protetto anche dai muscoli e dal grasso. La corrente che arriva al cuore è quindi molto attenuata. Ciò non toglie che ci sia un rischio teorico, seppure basso, di provocare un'aritmia che può essere mortale in persone con cardiopatie o che abbiano fatto uso di sostanze eccitanti come la cocaina".  Anche le persone portatrici di alcuni tipi di pacemaker o defibrillatori possono incorrere in aritmie letali. Nel caso di apparecchi che mantengono il battito in continuo "l'impulso del Taser potrebbe, sempre teoricamente, interrompere il battito per i 10-15 secondi con conseguenze gravi", spiega il cardiologo. Il problema è che i dati sull'uso di queste armi, continua il cardiologo, "sono molto ridotti. Sperimentazioni in questo campo, infatti, possono essere fatte solo a posteriori. Si possono fare solo ricerche osservazionali sui casi in cui l'arma è stata già utilizzata. Contrariamente a quanto avviene con i farmaci, infatti, che servono a curare e a far star bene le persone, si tratta di armi. Dal punto di vista etico, quindi, non possono essere sperimentate sugli esseri umani per raccogliere informazioni medico-scientifiche. Ed è discutibile anche una sperimentazione sugli animali", conclude Perna.