Libia, Conte: "Opzione militare non è soluzione"

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dall'inviata Maria Grazia NapolitanoIl premier Giuseppe Conte si dice "moderatamente ottimista" sulla conferenza di Berlino sulla Libia. "Confidiamo - dice ai giornalisti al suo arrivo nella capitale tedesca - che possa essere una tappa importante per avviare ad una soluzione pacifica e politica della crisi libica, per la quale l’Italia ha sempre lavorato con chiarezza e determinazione".  

"L’opzione militare - ha quindi aggiunto il presidente del Consiglio italiano - non potrà mai portare ad una soluzione definitiva" della crisi. "Noi confidiamo che da questa giornata possa nascere, nella condivisione di tutti gli attori, la convinzione che un'opzione militare non potrà mai portare, anche per le caratteristiche dello scenario libico così frammentato, fra milizie e tribù, ad una soluzione definitiva", ha sottolineato Conte. 

Alla conferenza di Berlino "noi confidiamo che possa derivare un nuovo impulso anche per il rilancio degli organi politici e istituzionali, in particolar modo il Consiglio presidenziale e il governo, in modo che questi organi rafforzati ed efficacemente funzionanti possano governare questa transizione ad avviare la Libia verso la stabilizzazione definitiva", l'auspicio del presidente del Consiglio.  

L'Italia, spiega quindi il premier, "è disposta a dare il suo contributo" ad un’eventuale forza di interposizione, di monitoraggio che dovesse essere concordata per la Libia. Secondo Conte "è assolutamente importante dare un contributo a compiere tutte quelle attività che porteranno ad una stabilizzazione pacifica". "Completiamo la conferenza, auguriamoci che il risultato sia quello per cui abbiamo lavorato - ha premesso Conte - e poi sicuramente si porrà il problema di una forza che possa assicurare le operazioni di pace, il monitoraggio. Abbiamo avuto anche uno scambio con il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres. L'importante è lavorare per questa soluzione, per questo scenario". 

Il premier italiano replica quindi alle affermazioni del premier libico Fayez Serraj che stamane ha criticato l'Ue: "L'Europa - dice Conte - non è arrivata tardi, l'Italia, e noi facciamo sempre parte dell’Europa, c'è sempre stata". Rispondendo alla domanda se l’Italia chiederà un passo indietro a Serraj, il premier replica: "Noi chiediamo a nessuno degli attori di fare un passo indietro, ma chiediamo decisi passi avanti verso la stabilizzazione e la pacificazione". 

Per quanto riguarda gli Usa, al segretario di Stato americano Mike Pompeo, che sta per incontrare a Berlino, "ribadirò la profonda convinzione italiana che gli Stati Uniti devono essere protagonisti di questo processo, insieme a tutta la comunità internazionale".