Libia, Di Maio: "C'è rischio terrorismo"

webinfo@adnkronos.com

La Libia "è a poche centinaia di chilometri dalle nostre coste. Non c'è solo un rischio instabilità, c'è un rischio terrorismo, che possiamo risolvere ed evitare se riusciamo a mettere attorno a un tavolo tutti gli attori di questa crisi". E' quanto ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, in una dichiarazione alla stampa al termine del Consiglio Affari Esteri a Bruxelles. "Sosteniamo la Germania nel processo di Berlino e speriamo che ci possa essere una data per la Conferenza il prima possibile". "Abbiamo detto anche oggi - continua - che è importante individuare il prima possibile la data per la Conferenza di Berlino, perché ci permetterà di mettere attorno a un tavolo tutti gli attori di questa crisi. Abbiamo bisogno di un'Europa che parli con una sola voce". 

L'Ue "parla con una sola voce, porta avanti sul dossier libico un protagonismo che mancava da tempo, e questo lo si deve anche all'iniziativa dell'Italia di proporre una missione dell'Ue che riguardasse la Libia, una missione che poi ha rappresentato l'occasione per Josep Borrell di incontrare Fayez al Serraj qui". "Una missione - prosegue Di Maio - che poi ha dato altri risvolti, perché negli ultimi giorni l'Italia è stata protagonista di vari viaggi. Sono stato a Istanbul, al Cairo e ad Algeri, per chiedere a tutti di favorire il processo di Berlino. Siamo contenti che sia stata accolta la richiesta dell'Italia di coinvolgere i Paesi limitrofi della Libia, vicini alla Libia, come l'Algeria, che ha un ruolo fondamentale nella stabilizzazione di quella regione". 

In merito a "Iran/Iraq e Libia", aveva scritto su Facebook poco prima, "continuiamo a chiedere che l'Ue parli con una sola voce. Bisogna fermare ogni tipo di interferenza esterna. Bisogna bloccare la vendita di armi. L'unica strada è il dialogo. Non esiste una risposta militare".