Libia, Di Maio: "Pronti se i libici ce lo chiedono"

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"Sono i libici gli unici titolati a decidere il proprio futuro e ogni processo dovrà essere inclusivo e intralibico, ma laddove le parti fossero d’accordo, visto che abbiamo raggiunto un cessate il fuoco (sperando che dopo l’annuncio di Haftar sia rispettato da tutti), come Ue credo sia opportuno pensare a un’iniziativa che possa garantire un’intesa". Così il ministro degli Esteri Luigi Di Maio in una intervista a 'La Stampa'. Si tratta di una proposta, osserva il ministro, "che deve partire da loro. E solo in un quadro di legalità internazionale sancito dall’Onu. Evitiamo i violenti errori del 2011. No a forzature e ingerenze, ma l’alternativa non può essere restare a guardare mentre altri armano le parti coinvolte".  

La missione, chiarisce Di Maio, potrebbe essere con il coinvolgimento dei caschi blu europei: "Sarebbe l’unico modo per fermare le interferenze esterne, il massacro di civili innocenti e per dare all’Ue una sola voce". Una missione sul modello Libano? Con soldati italiani? "Il modello Libano è una di quelle missioni Onu di pace vere, dove i nostri militari si sono perfettamente integrati e dove la guida italiana ha fatto la differenza".  

"Ora c’è la Conferenza di Berlino, che sosteniamo fortemente. Dopo la tregua sarà importante il processo di pacificazione, ecco perché puntiamo anche molto sul tavolo Italia-Russia-Turchia, che non sarà in competizione ma propedeutico. E’ cruciale per noi - sottolinea - far parte di un trilaterale in cui non siamo mai stati".