Libia, Di Maio in visita in Turchia: "Soluzione politica ancora possibile"

Giuseppe Didonna

AGI - Il viaggio del ministro degli Esteri Luigi Di Maio ad Ankara consolida le relazioni tra Italia e Turchia e conferma che Roma e Ankara sono sulla stessa lunghezza d'onda sulla crisi libica, sul mediterraneo orientale, commercio e turismo. Tutti ambiti in cui i due Paesi sono "alleati strategici", come dichiarato da entrambi i ministri, decisi a rafforzare la partnership nel post pandemia.

L'ultimo ministro degli Esteri italiano a recarsi in Turchia era stato Paolo Gentiloni nel 2016, da allora i rapporti con il Paese governato da Recep Tayyip Erdogan si erano un po' persi tra cambi di governo e coalizioni, per rivivere ora una seconda primavera, considerato che si tratta della seconda visita di Di Maio da inizio anno, intervallate prima che dal coronavirus da una visita del premier Giuseppe Conte, dopo ben 5 anni dal viaggio di Matteo Renzi.

Di Maio è il secondo ministro degli Esteri a recarsi in Turchia nel post pandemia, dopo l'iraniano Javad Zarifi. Di Maio e Cavusoglu si parlano chiamandosi per nome e dandosi del tu, ripetendo la parola "amico" più volte durante la conferenza stampa. Formalità, forse, ma i due ministri si fanno eco su temi come la crisi in Libia e la demarcazione dei confini marittimi del mediterraneo orientale, due ambiti rispetto a cui le azioni turche degli ultimi mesi hanno fatto spesso discutere.

Cavusoglu ha ringraziato l'Italia per "la posizione equilibrata e sincera" diversa da quella "di altri Paesi europei", colpevoli di aver sostenuto Khalifa Haftar, mentre l'Italia, "come la Turchia", ha sempre sostenuto "l'unico governo libico legittimo". Proprio in Libia i due ministri si sono fatti eco, "la collaborazione continua", assicura Cavusoglu, con Di Maio che ripete le parole del collega turco nell'auspicare "una soluzione politica" definita "unica possibile", che garantisca "unita' territoriale della Libia".

I rapporti tra Roma e Ankara

Le posizioni di Italia e Turchia sono complementari anche sulla demarcazione dei confini marittimi al largo di Cipro. Cavusoglu ha ribadito che l'accordo tra Grecia e Italia per definire la giurisdizione marittima dei due Paesi è in linea con le aspettative turche, per poi definire l'Italia "un mediatore affidabile e non di parte".

Di Maio ha auspicato un dialogo "costruttivo" tra Ankara e Cipro, che porti a uno "sfruttamento delle risorse energetiche di cui benefici l'intera regione", esattamente cio' che la Turchia ripete da mesi. Per quanto riguarda i rapporti tra Ankara e Ue, Cavusoglu ha definito l'Italia "il primo sponsor della Turchia nell'Ue", con Di Maio che ha ringraziato la Turchia per gli sforzi profusi nel contenimento dei flussi migratori, augurandosi che tali sforzi facciano ripartire il dialogo tra Ankara e Bruxelles.

Sul post pandemia i due ministri hanno dichiarato di essere pronti a far ripartire i flussi turistici tra i due Paesi. Nessun problema o incomprensione, ma solo la necessita' di valutare i dati relativi i nuovi contagi. "I turchi in Italia si sentono a casa e gli italiani da noi sono sempre i benvenuti", ha detto Cavusoglu. Concetto ribadito da Di Maio, che ha poi aggiunto che non ci saranno problemi perche' "la Turchia ha tenuto il virus sotto controllo".