Libia, Di Stefano: momento storico richiede di azzardare

Pol/Vep

Roma, 11 gen. (askanews) - "Io non ci ho visto una figuraccia, l'incontro è stato organizzato dal corpo diplomatico e i diplomatici non sbagliano mai il protocollo. Ci ho visto semmai un azzardo. Siamo in un momento storico che richiede di azzardare un po'. Sarraj sa perfettamente che non può prescindere da un'interlocuzione con Haftar". Così in un'intervista a Formiche.net Manlio Di Stefano, deputato del Movimento Cinque Stelle e sottosegretario agli Esteri, commenta il forfait a palazzo Chigi di Fayez al-Serraj poi ricevuto a Roma dal premier Giuseppe Conte.

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio sulla Libia, dice Di Stefano, "Luigi sta facendo un lavoro eccezionale, e credo anche la nostra squadra. Oggi ci sono due visioni opposte sulla questione libica. I puristi inconcludenti, per cui devi parlare solo con l'una e l'altra parte. E chi invece ha capito che dopo otto anni bisogna parlare con tutti, sia con chi, purtroppo, ha un'arma in mano, sia con chi ha solo armi politiche". "Se in Libia si arriverà a un cessate-il-fuoco - aggiunge - sarà merito di tutti i Paesi alleati ma anche di Luigi. E di Conte, ovviamente".

Sulla presenza di militari italiani in Iraq il sottosegretario dice: "Il Parlamento iracheno, come qualunque assemblea rappresentativa, è sovrano. Ha votato una risoluzione per la partenza dei militari americani ma presto l'Iraq vorrà liberarsi di tutte le truppe straniere. Se il governo iracheno prendesse questa decisione saremmo tenuti a rispettarla".