Libia, il politologo Dupuy: 'Francia e Italia insieme per stabilizzarla''

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''La Francia considera l'Italia come il suo partner migliore nella lotta contro il terrorismo nel Sahel''. Lo ha dichiarato ad Aki - Adnkronos International il politologo francese Emmanuel Dupuy, presidente dell'Istituto per la Prospettiva e la Sicurezza in Europa (Ispe), sottolineando come il ''forte legame'' tra Francia e Italia nel Sahel sia stato ''confermato dalla visita del ministro della Difesa Lorenzo Guerini a Bamako due settimane fa, quando ha confermato l'invio di duecento militari italiani nell'ambito dell'accordo bilaterale di difesa tra Italia e il Mali''. E quando Guerini ''ha confermato la presenza di 290 militari italiani in Niger, già presenti dal 2018'', per poi confermare ''in Parlamento che nel 2020 l'Italia ha speso 16 milioni di euro per missioni militari''.

La Francia considera quindi ''molto importante il sostegno militare delle forze speciali dell'Italia nella missione Takuba'', all'interno della quale ''l'Italia sarà il primo contingente al di là di quello francese''. Inoltre ''c'è il sostegno politico e diplomatico dell'Italia'' nel Sahel, prosegue Dupuy, sottolineando che ''tutte le cinque più recenti ambasciate italiane aperte nel mondo sono in Africa'', citando quella in Guinea, in Niger, in Burkina Faso e nel Mali, mentre quella a N'Djamena in Ciad dovrebbe essere aperta questa estate. E questo contribuisce a ''rafforzare di molto il legame tra Francia e Italia''.

Per quanto riguardia il dossier libico, il nuovo asse Italia-Francia ha un'importanza strategica nell'ottica ''ambiziosa di avere una nuova politica estera mediterranea dell'Unione europea''. E, sulla Libia in particolare, ha la finalità di ''accompagnare economicamente e politicamente la stabilizzazione del Paese'' con la ''legittimazione del governo di unità nazionale guidato da Dbeibah''. Dupuy ricorda anche che ''tra qualche mese (a gennaio, ndr) la Francia sarà presidente di turno del Consiglio dell'Unione europea quando l'Italia terminerà la presidenza del G20''.

Dupuy parla di ''collegamento per portare gli sforzi della politica estera e della difesa europea sul bacino del Mediterraneo. Perché c'è la Libia, ci sono i problemi legati all'immigrazione, c'è sempre la minaccia terroristica e l'attività diplomatica e non della Turchia e ancora la questione israelo-palestinese''. Dupuy parla di ''condivisione ottimale sul piano politico e diplomatico tra Francia e Italia'' sulla Libia, oltre che una ''condivisione degli interessi economici'' con un ''rispetto delle aree di competenza''. Soprattutto ora che ''in Libia non si tratta più di fare la lotta a gruppi terroristici, a Daesh'', lo Stato Islamico (Isis). ''La lotta al terrorismo è stata l'unica ragione, ufficiale, per cui la Francia ha sostenuto il maresciallo Khalifa Haftar'', ha spiegato il politologo, insistendo sul fatto che ora il sostegno franco-italiano si focalizza appunto sulla ''stabilizzazione politica'' che passa anche dalla ''stabilizzazione economica''.

''Siamo lieti di sapere che in vista delle elezioni di dicembre, se si terranno, si prevede una riforma della Costituzione attraverso referendum'' e per questo ''è molto importante per i libici avere sostenitori internazionali''. Questo riguarda tutti i componenti della società libica tanto che, afferma Dupuy, anche ''Haftar farà un tour europeo per cercare sostegno in vista delle elezioni del 24 dicembre, se si terranno davvero in quella data''. Altro punto importante per la stabilizzazione, ricorda Dupuy, è la ''richiesta francese e italiana per l'uscita dal Paese delle truppe straniere e dei mercenari dalla Libia''. In particolare, dice, ''la Francia è ossessionata dall'idea di mandar via i turchi e i russi, mentre tace sulla ingerenza dell'Egitto e degli Emirati Arabi Uniti''. Stasera a Parigi il premier libico Dbeibah avrà colloqui con il presidente francese Emmanuel Macron dopo aver incontrato ieri a Roma il primo ministro Mario Draghi.

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