Libia, progetto Onu per cibo d'emergenza a migliaia di rifugiati -2-

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Roma, 16 giu. (askanews) - Una verifica rapida dei bisogni, condotta dal WFP tra il 30 maggio e il 3 giugno 2020 attraverso colloqui telefonici con il 10 per cento dei rifugiati obiettivo dell'assistenza, ha rilevato come, in media, una persona su due aveva un povero, o quasi, regime alimentare. La maggioranza di loro usava, con una frequenza molto maggiore, strategie negative di adattamento come la riduzione del numero di pasti giornalieri o della quantit delle porzioni. Negli ultimi 30 giorni, il 77 per cento degli interpellati non ha potuto accedere a supermercati e il 70 per cento non aveva denaro per acquistare cibo.

"Ogni giorno, ho paura di morire, per la fame", ha detto uno di loro al PAM. "Dormo su materassini. Ci sono molti negozi dove vorrei lavorare ma non c' lavoro. A casa non ho niente, solo pane e t'".

" fondamentale capire i bisogni e sostenere i pi vulnerabili", ha detto Samer AbdelJaber, Direttore e Rappresentante del PAM in Libia. "L'accesso a cibo nutriente un diritto. Non la prima volta che L'UNHCR e il PAM lavorano insieme in Libia in periodi di crisi, quando l'intensificazione del conflitto lasciava le persone pi fragili senza accesso al cibo. Ora si aggiunge la sfida posta dal Covid-19 e continuiamo a lavorare assieme per assicurare il sostegno ai rifugiati che si trovano nell'insicurezza alimentare e che fanno completo affidamento sull'assistenza umanitaria per i bisogni di base".(Segue)