Libia, raid aerei di Haftar su Zawiya. Conte sente Putin

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Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha avuto questo pomeriggio "una lunga e articolata conversazione" con il Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin. Al centro dei colloqui i bilaterali, la crisi ucraina, siriana e soprattutto la Libia. Su quest’ultimo dossier, in particolare, i due presidenti -riferisce una nota di Palazzo Chigi- si sono ripromessi un aggiornamento costante in considerazione della importanza strategica che la Libia riveste per gli interessi anche italiani.  

Putin e Conte "hanno sottolineato la necessità di una soluzione pacifica" della crisi libica. Lo riferisce il Cremlino in una nota, nella quale si sottolinea che i due leader hanno espresso "il loro sostegno agli sforzi della comunità internazionale per promuovere un accordo intra-libico con la mediazione delle Nazioni Unite".  

Proprio oggi, secondo quanto riportato dal Libya Observer, le forze del generale Khalifa Haftar hanno condotto raid aerei contro la città di Zawiya, una cinquantina di chilometri a ovest di Tripoli. Testimoni parlano di morti e feriti nel raid che avrebbe colpito una farmacia.  

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha annunciato oggi che il governo di Ankara si appresta a presentare alla ripresa dei lavori del parlamento il prossimo 7 gennaio un provvedimento sull'invio di truppe in Libia. "Noi andremo nei posti in cui siamo stati invitati ad andare", ha affermato il capo dello stato turco, citato da 'Hurriyet'. "Dal momento che esiste un invito esteso dalla Libia, noi lo accoglieremo", ha aggiunto. 

Il governo di accordo nazionale libico, secondo quanto riferito da un funzionario del governo di Tripoli a Sky News Arab, ha chiesto formalmente alla Turchia di intervenire dandole sostegno militare, terrestre e marittimo contro l'Esercito nazionale libico di Haftar. La richiesta ufficiale è arrivata qualche ora dopo l'annuncio di Erdogan, secondo cui ai primi di gennaio il Parlamento di Ankara voterà una mozione sull'invio di truppe in Libia sulla base di un invito del governo di accordo nazionale. Una dichiarazione fatta mentre il ministro dell'Interno di Tripoli, Fathi Bashagha, in visita a Tunisi, faceva sapere che "in caso di escalation" il suo governo avrebbe chiesto il sostegno militare della Turchia.  

Erdogan conta sull'approvazione da parte del parlamento di Ankara del disegno di legge sull'invio di truppe in Libia già l'8 o il 9 gennaio prossimi. Ad affermarlo è stato lo stesso capo dello stato turco, dopo aver annunciato la presentazione del provvedimento in parlamento: "Se Dio vuole, approveremo il nostro provvedimento in parlamento l'8 o il 9 gennaio", ha affermato.  

Nella giornata odierna Conte ha sentito anche il presidente egiziano Abdel Fattah Al-Sisi. Nel corso della telefonata, Al-Sisi ha ribadito "la posizione dell'Egitto a sostegno dell'Esercito nazionale libico" del generale Haftar "nella sua lotta al terrorismo". Lo ha riferito il portavoce della presidenza egiziana, Bassam Radi, secondo cui durante la telefonata "si è discusso della situazione in Libia e al Sisi ha sottolineato la posizione dell'Egitto a sostegno della stabilità e della sicurezza della Libia, ascoltando la volontà del popolo libico, come il sostegno agli sforzi dell'Esercito nazionale libico nel combattere il terrorismo e nell'eliminare le organizzazioni terroristiche che rappresentano una minaccia non solo per la Libia ma per la sicurezza regionale e del Mediterraneo, respingendo tutte le interferenze esterne negli affari interni libici". 

Secondo Radi, Conte ha affermato che il suo Paese "sta cercando di risolvere la crisi attuale in Libia, che rappresenta una minaccia alla sicurezza dell'intera regione", sottolineando gli sforzi dell'Italia perché la Libia recuperi la stabilità.  

Ieri mattina, con al centro sempre la Libia, c'era stato un colloquio telefonico tra il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ed il suo omologo russo, Sergei Lavrov. A quanto si apprende, i due avevano discusso dei prossimi passi in vista della conferenza di Berlino, che dovrebbe tenersi nella seconda metà di gennaio. Nel pomeriggio del 24, invece, Di Maio aveva avuto un colloquio telefonico con il ministro degli Esteri Mevlut Cavusoglu - che aveva già sentito la settimana scorsa - sempre per fare il punto sulla situazione libica.