Libia, scontri a Sud di Tripoli, appello Oms per cessate fuoco

Sim

Roma, 18 mar. (askanews) - Violenti scontri sono scoppiati oggi nella zona Sud di Tripoli, all'indomani dell'appello lanciato da diverse rappresentanze diplomatiche, tra cui quella italiana, per un'immediata cessazione delle ostilità "per consentire alle autorità locali di rispondere alla sfida senza precedenti rappresentata dal Covid-19". Appello rilanciato ieri dalla missione Onu in Libia (Unsmil) e oggi dall'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms).

Secondo quanto dichiarato all'emittente libica Alahrar da Mohammed Gununu, portavoce delle forze armate che rispondono al governo di accordo nazionale di Tripoli, le forze del generale Khalifa Haftar avrebbero preso di mira a colpi di mortaio la zona di Ain Zara.

"L'Oms si unisce con forza all'appello per un cessate il fuoco in Libia che consenta alle autorità sanitarie nazionali e ai partner di rispondere alla possibile diffusione del Covid-19 nel paese - si legge in un comunicato - i virus non conoscono confini. Sono indifferenti ai cambiamenti della guida politica. L'Oms si unisce quindi all'Unsmil nel chiedere alla parti in conflitto di deporre le armi e di consentire all'Oms e ai suoi partner di lavorare senza impedimenti in tutte le zone del paese, per fermare la diffusione del Covid-19. Agire ora può salvare vite umane, non possiamo permetterci di aspettare".