Libia, Sereni: non dimenticare che è crisi interna e internazionale

Pol-Afe

Roma, 2 nov. (askanews) - "La tragedia libica è un evento di enorme complessità che è stata presa in ostaggio nell'ultimo anno e mezzo da un Ministro dell'Interno e da una forza di governo, e ora di opposizione, a soli fini di creazione del consenso. E in cui l'ossessione anti-migranti e anti-europea si sono tradotti in un vuoto di pensiero e azione che, come tutti i vuoti, è stato purtroppo riempito dal caos del conflitto e ha leso in maniera gravissima gli interessi del nostro Paese". Lo scrive oggi in un intervento sul quotidiano Il Foglio la vice ministra degli Esteri Marina Sereni.

"Il dibattito politico italiano sulla Libia - aggiunge - è stato monopolizzato da un equivoco di fondo, che nasce dalla lettura della situazione solo attraverso il prisma della crisi migratoria. La crisi libica è molto di più. È innanzitutto una crisi interna e internazionale".

"Anche per la continuità della nostra presenza sul terreno - prosegue Sereni - l'Italia resta il Paese occidentale con la conoscenza più profonda e capillare della Libia e delle sue dinamiche. Questo patrimonio di conoscenza riguarda due temi fondamentali per la costruzione della Libia del futuro: l'inclusività del processo politico, la creazione dello stato di diritto, le riforme economico-finanziarie e del settore della sicurezza. Il conflitto in corso tra il Generale Haftar e il Governo del Presidente Serraj - scrive ancora la vice ministra - ha posto in secondo piano una questione-chiave: la condivisione del processo politico da parte di tutto il popolo libico e delle sue espressioni regionali, tribali, cittadine e della società civile. Identificare queste espressioni e garantire che ognuna di esse possa far sentire la propria voce è una condizione fondamentale per la costruzione della Libia del futuro. E nello stesso senso la ricostituzione del tessuto istituzionale libico e l'avvio delle riforme non possono partire dal nulla e richiedono la messa a sistema di tutti coloro che meglio conoscono la Libia e la sua complessità. L'Italia ha buttato più di un anno in Libia. Non possiamo permetterci di sprecare altro tempo. La politica estera - conclude Sereni - richiede coraggio e umiltà, risorse intellettuali e spessore morale, capacità di analisi e comprensione dei problemi".