Libia, Unhcr rafforza l'assistenza a rifugiati nelle aree urbane -2-

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Roma, 29 nov. (askanews) - Nella nota si afferma inoltre che l'agenzia sta anche rivalutando il ruolo del Gdf alla luce delle gravi e insostenibili condizioni di sovraffollamento.

Il Gdf è stato inaugurato un anno fa come centro di transito per rifugiati e richiedenti asilo vulnerabili, principalmente donne e minori non accompagnati a rischio più elevato in stato di detenzione e per i quali erano state individuate soluzioni fuori dalla Libia. Tali soluzioni restano estremamente limitate e richiedono che l'Unhcr individui e dia priorità ai casi di vulnerabilità più gravi in seno a una popolazione molto più ampia, composta da molte persone in stato di forte bisogno. L'Unhcr e i partner operano all'interno della struttura, la quale ricade sotto la giurisdizione complessiva del Ministero dell'Interno libico.

Tuttavia, a partire da luglio, in seguito all'attacco aereo che ha colpito il centro di detenzione di Tajoura, provocando diverse vittime, centinaia di ex detenuti si sono recati presso il Gdf. A fine ottobre, a questi si è aggiunto un altro gruppo di circa 400 persone provenienti dal centro di detenzione di Abu Salim, nonché fino ad altre 200 persone dalle aree urbane. Fanno parte di una popolazione più ampia di richiedenti asilo, rifugiati e migranti che in Libia sono vulnerabili ed esposti a rischi - ma ai cui casi non è stata data priorità per l'evacuazione o il reinsediamento. (Segue)