"Libra non può diventare una moneta sovrana". Il monito a Facebook dal G7

Elisa Trincia
Fari puntati su Libra al G7 finanziario di Chantilly: è la moneta virtuale pensata dal gigante Facebook a tenere banco nella prima giornata del summit francese. Il primo a scagliarsi contro la criptovaluta è stato il ministro dell'Economia francese, Bruno Le Maire, che ancora prima che iniziassero i lavori aveva sottolineato con forza che Libra "non puo' diventare una valuta sovrana" e soprattutto che "bisogna considerare tutti i rischi legati al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo internazionale".Al termine della prima sessione, gli fa eco Giovanni Tria, che sottolinea come, da parte dei membri del G7, "c'è una preoccupazione generale". Ma non saranno solo parole, aggiunge, perché "questa preoccupazione si tradurrà in un'azione di controllo di quello che sta accadendo. La preoccupazione darà luogo a un intervento".Altro tema caldo al centro del dibattito è stato quello sull'imposta per tassare le imprese del web. Secondo Le Maire, che al termine della giornata ha tirato le somme dei lavori svolti, è emersa "una visione condivisa sulla necessità di gestire le questioni sollevate dalla digitalizzazione dell'economia e il bisogno di regole sul collegamento" fra la tassazione e le attività nei singoli stati. Le Maire ammette che "resta complicata la discussione su come affrontare nello specifico" la tassazione di "modelli di business altamente digitalizzati".La Francia intanto tiene il punto sulla la tassazione sui colossi digitali "ma è pronta a ritirarla se si arriva a un accordo" a livello Ocse, ha spiegato Le Maire. La "Taxe Gafa" (dai nomi dei colossi del web americani: Google, Amazon, Facebook e Apple) si applicherà alle aziende del web con ricavi di oltre 750 milioni di euro a livello globale di cui almeno 25 legati all'utilizzo di utenti situati in Francia.L'apertura della procedura 301 da parte degli Usa contro la Francia "non mi sembra il modo migliore per risolvere la situazione", ha proseguito sottolineando che le discussioni "saranno difficili e la posizione americana recentemente si è inasprita". L'obiettivo - ha assicurato il ministro francese - deve essere quello "di sederci intorno a un tavolo e discutere su come aprire la strada verso un compromesso a livello di G7 sul tema" della tassazione digitale. Un accordo quello a livello di G7 che "è decisivo" e, ha aggiunto Le Maire, "se non lo troviamo qui francamente credo che sarà difficile trovarlo fra i 129 paesi dell'Ocse"

Fari puntati su Libra al G7 finanziario di Chantilly: è la moneta virtuale pensata dal gigante Facebook a tenere banco nella prima giornata del summit francese. Il primo a scagliarsi contro la criptovaluta è stato il ministro dell'Economia francese, Bruno Le Maire, che ancora prima che iniziassero i lavori aveva sottolineato con forza che Libra "non puo' diventare una valuta sovrana" e soprattutto che "bisogna considerare tutti i rischi legati al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo internazionale".

Al termine della prima sessione, gli fa eco Giovanni Tria, che sottolinea come, da parte dei membri del G7, "c'è una preoccupazione generale". Ma non saranno solo parole, aggiunge, perché "questa preoccupazione si tradurrà in un'azione di controllo di quello che sta accadendo. La preoccupazione darà luogo a un intervento".

Altro tema caldo al centro del dibattito è stato quello sull'imposta per tassare le imprese del web. Secondo Le Maire, che al termine della giornata ha tirato le somme dei lavori svolti, è emersa "una visione condivisa sulla necessità di gestire le questioni sollevate dalla digitalizzazione dell'economia e il bisogno di regole sul collegamento" fra la tassazione e le attività nei singoli stati. Le Maire ammette che "resta complicata la discussione su come affrontare nello specifico" la tassazione di "modelli di business altamente digitalizzati".

La Francia intanto tiene il punto sulla la tassazione sui colossi digitali "ma è pronta a ritirarla se si arriva a un accordo" a livello Ocse, ha spiegato Le Maire. La "Taxe Gafa" (dai nomi dei colossi del web americani: Google, Amazon, Facebook e Apple) si applicherà alle aziende del web con ricavi di oltre 750 milioni di euro a livello globale di cui almeno 25 legati all'utilizzo di utenti situati in Francia.

L'apertura della procedura 301 da parte degli Usa contro la Francia "non mi sembra il modo migliore per risolvere la situazione", ha proseguito sottolineando che le discussioni "saranno difficili e la posizione americana recentemente si è inasprita". L'obiettivo - ha assicurato il ministro francese - deve essere quello "di sederci intorno a un tavolo e discutere su come aprire la strada verso un compromesso a livello di G7 sul tema" della tassazione digitale. Un accordo quello a livello di G7 che "è decisivo" e, ha aggiunto Le Maire, "se non lo troviamo qui francamente credo che sarà difficile trovarlo fra i 129 paesi dell'Ocse"