In libreria "Guida razionale per elettori emotivi"

Mos

Roma, 29 ott. (askanews) - Da un'elezione all'altra siamo immersi in una campagna elettorale incessante, giocata a ritmi frenetici che mettono a dura prova la nostra capacità critica di elettori, costringendoci continuamente a rimodulare i punti di vista per arrivare pronti all'appuntamento in cabina elettorale, lontano o vicino che sia. Tutto è volatile e qualunque previsione attende puntualmente di essere smentita al prossimo giro. Ma perché i cittadini non si affidano (spesso) a partiti "responsabili", andando (spesso) contro il proprio interesse? E perché molto facilmente poi si pentono? Per rispondere a questa domanda, in libreria c'è la "Guida razionale per elettori emotivi - Evitare le trappole mentali che indirizzano le nostre scelte" del giornalista del Sole 24 Ore Nicola Barone e di Paolo Legrenzi.

Delusioni così frequenti e alta mobilità nelle preferenze, anche a poca distanza di tempo, fanno credere che dietro le decisioni non ci siano calcoli ma stati d'animo più effimeri. Quando votano, infatti, le persone non si basano su ragionamenti a lungo ponderati, si affidano piuttosto alle proprie emozioni, mosse a volte da valori profondi ma più spesso da stereotipi, pregiudizi, simpatie e antipatie sulle quali alcuni messaggi politici e leader efficaci sanno far leva.

La maggior parte dei processi decisionali non emerge spontaneamente alla coscienza e sapere come funzionano le nostre teste è quindi quanto mai utile nella comprensione delle scelte di voto. Noi stessi abbiamo accesso ai nostri pensieri ma non ai meccanismi mentali che li producono e che sono sepolti in quello che gli studiosi chiamano "inconscio cognitivo". Ci troviamo oggi in un'epoca in cui l'attenzione è diventata, insieme al tempo, il bene più prezioso della società contemporanea e la lotta per catturarla viene condotta abbassando sempre di più il livello delle risorse cognitive ed emotive necessarie per la fruizione. Vengono richiesti sempre meno sforzi di riflessione premiando emozioni superficiali rispetto al pensiero critico, storie brevi e ripetitive rispetto ad argomenti che richiedono concentrazione e riflessione. Nessuno pensa che il proprio singolo voto cambierà le cose, ma vota per esprimere un pensiero e una speranza che auspica si sommino a quelle simili di molti altri. Queste speranze trovano conforto in rete, sui social dove le opinioni espresse da altri ci influenzano, diventando "profezie auto-avverantesi", in un contesto in cui i sondaggi di opinione e le predizioni vengono spacciate per previsioni per intrattenere il pubblico.

È inoltre estremamente difficile avere un atteggiamento mentale per cui prima si formula un'ipotesi e si tenta poi di vedere se funziona, andando in cerca di fatti che potrebbero metterla in crisi. Per la maggior parte delle persone è più semplice rimanere attaccate alle proprie idee e scegliere di recepire solo le notizie e le informazioni che le comprovano, cadendo così nella trappola della "tendenza alla conferma".

Guida razionale per elettori emotivi analizza "pre-scelte", "post-scelte", e "anti-scelte", e mette in luce come il 99% dei processi mentali avvengano al di fuori della consapevolezza e come sia su questi che cerca di agire chi vuole orientare il nostro voto. Quello che le persone credono sui pericoli, e le conseguenti paure, ha sempre meno a che fare con i pericoli oggettivi, è l'epoca dell'insignificanza della verità, in cui il confirmation bias è molto più potente del fact-checking e il de-bunking - il tentativo di smontare le bufale - crea spesso effetti collaterali.

Come porsi più consapevolmente di fronte a tutto questo? Guida razionale per elettori emotivi si propone come un "manuale pratico di auto-aiuto per elettori indifesi", utile a chi vuol muoversi nel grande universo dei trabocchetti elettorali, insegnando a evitare le trappole - ne individua otto: del tempo, della scelta, della "chiamata", della conoscenza, dell'eccesso di fiducia in sé stessi, della ricerca di conferme, della prima impressione, delle emozioni - disseminate lungo il sentiero che porta al seggio.