Libri antichi e reperti archeologici recuperati dai carabinieri -3-

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Roma, 30 lug. (askanews) - La certosina attività investigativa ha portato alla denuncia per "Ricettazione" di beni culturali di tre persone: il settantasettenne imprenditore perugino P.F. (titolare dell'azienda) e coloro che sono stati successivamente individuati quali suoi "fornitori", ovvero il quarantaduenne eugubino R.L. e il sessantatreenne spoletino B.R. (quest'ultimo già noto per altre vicende legate al commercio di oggetti di dubbia provenienza). Il buon esito dell'operazione condotta da Carabinieri e Guardia di Finanza è la conferma che le diverse competenze e le qualificate professionalità sviluppate negli anni nel contrasto dei reati in ambito culturale ed economico-finanziario, unite ad una sinergia operativa, possono consentire il raggiungimento di importanti risultati finalizzati al recupero di beni culturali sottratti illecitamente e di ingenti somme di denaro che, inizialmente, sono "sfuggite" al controllo fiscale. L'illecito commercio di beni culturali, infatti, nella considerazione che le opere d'arte, siano esse antiche o contemporanee, così come i manufatti archeologici o gli antichi libri, da sempre vengono apprezzati quali "oculati investimenti", non solo dai collezionisti, ma anche e soprattutto da coloro che, avendo disponibilità economiche non sempre "documentabili", non si fanno scrupoli nell'impegnare tali capitali ricercando e facendo acquisti attraverso il mercato illegale delle "opere d'arte".