Libri: in 'Carabinieri Kaputt' di Piccirilli la storia dei 2mila uomini dell'Arma finiti nei lager

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Deportati, privati della dignità, ridotti alla fame. La vicenda dei duemila Carabinieri di stanza a Roma imprigionati nei lager nazisti è rimasta un racconto carsico nella storia della tragedia che colpi l'Europa con la Seconda guerra mondiale. "Carabinieri Kaputt" di Maurizio Piccirilli, edizioni All Around, riporta pienamente alla luce gli eventi che ebbero inizio il 7 ottobre 1943 - una settimana prima della deportazione degli ebrei da Roma - e che per molti militari si conclusero con la morte per stenti e malattia. Una settimana prima del rastrellamento degli ebrei di Roma, il ministro della Difesa della Repubblica di Salò Rodolfo Graziani ordina ai carabinieri di rimanere confinati nelle caserme e consegnare le armi. Ma l'ordine era partito da Berlino dal comando Gestapo.  

Nel libro il telegramma della Gestapo a Kesseling che ordina di eliminare i carabinieri per poter procedere alla deportazione degli ebrei romani. Il racconto riemerge dai memoriali inediti e per la prima volta qui pubblicati di tre dei sopravvissuti; dalle lettere dei prigionieri inviate dal lager; dai racconti di chi ha vissuto e mai più dimenticato l'abisso della follia diventato sistema. Accanto al racconto della prigionia nei lager di Austria e Germania,"Carabinieri Kaputt" edizioni All around, ripercorre anche la straordinaria storia dei militari sfuggiti alla cattura e delle loro compagne che divennero punto di riferimento della resistenza romana. 

Con "Carabinieri Kaputt", Maurizio Piccirilli affronta per la prima volta il terreno della storia, dopo aver pubblicato Le quaglie di Osama (2006) Shahid (2010) Il volto nascosto di Osama (2011) Ferita Afgana (2013) e l'ebook Cuccioli del jihad. Fotoreporter negli anni caldi del terrorismo italiano, Piccirilli è stato poi caposervizio del quotidiano Il Tempo si è occupato di esteri, terrorismo e criminalità nazionale e internazionale. Per la sua attività di fotoreporter è stato insignito di un award del World press photo ed è stato per due volte vincitore del Premio Baia Chia per la fotografia.