I libri del 2019, il meglio di romanzi e racconti dell'anno -2-

Lme

Milano, 19 dic. (askanews) - Le scatole che i protagonisti del libro portano con sé, e che in ultima analisi sono in qualche modo tutto l'universo letterario che sostiene l'opera, contengono anche noi, il nostro lessico familiare, il nostro presente che non sappiamo spiegare. E pure il fatto che, come anche altri hanno già decretato, 'Archivio dei bambini perduti' di Valeria Luiselli per noi è il libro dell'anno.

Accanto alla Luiselli, poi, il 2019 ci ha offerto altre scrittrici straordinarie, come Yasmina Reza, di cui Adelphi ha pubblicato l'opera teatrale 'Bella figura', un'altra sorprendente antropologia del presente che l'autrice francese sta componendo tassello dopo tassello con romanzi e commedie proverbiali, che la hanno fatta accostare, senza che il paragone sembri eccessivo, a Molière. In 'Bella figura' la scena è un ristorante dove la storia di Andrea e Boris, amanti, lui sposato e lei intelligentemente disillusa, si incrocia con quella della famiglia dell'anziana Yvonne, che con figlio e nuora festeggia il proprio compleanno. Fin dalle prime battute la commedia svela la capacità di Yasmina Reza di essere dentro le storie, la sua abilità nel mettere le situazioni nero su bianco (come accadeva in un suo precedente romanzo, anche questo crudele e magnifico, 'Felici i felici'). I suoi personaggi sanno tutto, capiscono tutto, ma non per questo possono evitare di sprofondare inesorabilmente verso la banalità del nostro essere umani. Per questo chi assiste allo spettacolo a teatro ride, ride molto, ma, come sempre, sono risate di autoriconoscimento, che provano a nascondere il disagio. E Reza, come Luiselli, mette in mostra tutti i limiti dei suoi personaggi (che, non dimenticatelo, siamo noi), ma lo fa con quella tenerezza che è solo dei grandi scrittori. E quando si sente questa qualità della scrittura anziché ridere si finisce, in maniera apparentemente assurda e inspiegabile, con il commuoversi e con il sentire una tremenda mancanza di quei pessimi, risicoli, meschini, modesti e volubili personaggi.

Ancora donne, ancora romanziere: 'Persone normali' di Sally Rooney (Einaudi) è stato uno dei successi del 2019. Una storia di giovani irlandesi scritta in un modo che fosse assolutamente vicino anche ai giovani lettori, ma senza essere giovanilista. Rooney in questo secondo romanzo, dopo il debutto, sempre di successo, con 'Parlarne tra amici', costruisce la storia della relazione tra Marianne e Connell, qualcosa che nasce già con una serie di limitazioni (primo, il loro mondo, la scuola, non deve saperlo, perché i loro personaggi pubblici sono troppo diversi per stare insieme) che diventano però la qualità del racconto. Dal loro modo di fare l'amore e dal modo in cui la scrittrice parla di sesso, forse il modo migliore da anni a questa parte, si intuisce però che il romanzo va anche altrove, pone domande, che sono semplici e apparentemente leggibili, ma sono domande reali. E quando un libro riesce a fare questo ha già fatto metà del lavoro. 'Persone normali' non è un capolavoro, non vuole competere con Joyce o Beckett, per restare in Irlanda (ma chi potrebbe anche solo pensare di competere con quei due?), però porta aria fresca, porta una storia che si legge con piacere, porta due spaccati sociali diversi che si intrecciano come si intrecciano i corpi dei suoi protagonisti.

Il quarto titolo di questa piccola lista ci lascia sui lidi dell'Einaudi, ma ci porta in Italia.(Segue)