Libri: 'Fratello degli ultimi', Charles de Foucauld nel volume di padre Sapienza

(Adnkronos) - "Uno dei più grandi maestri di preghiera e di spiritualità di tutti i tempi. E' stato davvero come il seme del Vangelo; un seme che, pur nell'aridità del deserto, ha contribuito a far rifiorire un cristianesimo stanco e abitudinario": così padre Leonardo Sapienza, sacerdote e reggente della Casa Pontificia, parla di Charles de Foucauld al quale dedica il libro 'Charles de Foucauld fratello degli ultimi' (Edizioni Viverein) in cui ha curato una selezione di testi e pensieri estratti dai suoi numerosi scritti.

"Charles de Foucauld de Pontbriand nasce a Strasburgo il 15 settembre 1858 in una famiglia agiata e aristocratica - si legge nell'introduzione del volume scritta da padre Sapienza - Intelligentissimo, coltiva presto la passione per la lettura. Ha una giovinezza spensierata e scettica. Lui stesso dirà che per tredici anni non credette in Dio". "Entra nella scuola militare di Saint-Cyr, e viene mandato in Algeria - continua - L'avvenimento resterà decisivo e determinante nella sua vita. Effettua un grande viaggio di esplorazione del Marocco, e rimane profondamente scosso dal richiamo alla preghiera dei musulmani. Legge molto: libri di filosofia, libri di teologia cristiana. La sua inquietudine è già preghiera. E Dio lo ascolta. L'incontro con l'Abbé Huvelin, la bontà e l'amicizia discreta della cugina Marie de Bondy, gli fa scoprire la fede cattolica. Fa un pellegrinaggio in Terra Santa e ripercorre i luoghi della vita di Cristo. E' affascinato da Nazareth e si innamora della vita nascosta, umile e povera di Gesù".

"Nel 1889 entra nella Trappa di Notre-Dame-des Neiges ad Ardèche, in Francia; viene inviato in Siria, dove rimane sette anni. Il 9 giugno a Viviers riceve l'ordinazione sacerdotale; si trasferisce in Marocco, dove costruisce un eremo. Béni Abbès, l'Hoggar, Tamanrasset: sono alcune tappe del suo vagabondaggio sahariano. Il tempo da lui passato in Africa sarà suddiviso tra queste località - ricorda padre Sapienza - Povero tra i poveri, per fedeltà alla sua vocazione di imitare la vita nascosta di Gesù a Nazareth. Aveva scritto: "Prepararsi senza paura al martirio e riceverlo senza ombra alcuna di difesa, come l'Agnello divino, in Gesù, come Gesù, per Gesù'".

"A Tamanrasset - ricorda il reggente della Casa Pontificia nell'introduzione del libro - il 1° dicembre 1916 Fratel Charles così scrive sul suo piccolo quaderno di appunti: "Vivere come se dovessi morire oggi martire....Ad ogni minuto, vivere oggi come se dovessi morire questa sera". Muore lo stesso giorno, assassinato da predoni del deserto. Scriverà don Giovanni Barra: 'La sua morte sembrò il fallimento totale. Padre senza figli, maestro senza discepoli, guida senza alpinisti da portare sulla vetta. Ma era solo un fallimento apparente. I Santi sono così: perdono le battaglie, ma vicino le guerre'".

"In effetti non un convertito, non un compagno, non una fondazione, che pure aveva sempre desiderato. Per questo scriverà: 'Io semino, agli raccoglieranno'. Nessuno lo seguì - continua padre Sapienza - ma oggi dal suo carisma sono nate undici Famiglie religiose. 'Quest'uomo è un grande santo, peccato che fino alla fine abbia voluto rimanere cristiano'. E' l'immagine lasciata da uno di quelli che avevano conosciuto Charles de Foucauld tra i Tuareg: una dichiarazione di amore e di rispetto; una testimonianza di come Fratel Charles aveva preso alla lettera il Vangelo".

Padre Sapienza ricorda che Charles de Foucauld "ha lasciato più di diecimila pagine manoscritte! Sono foglietti di meditazione personali, appunti di ritiri, e un'abbondante corrispondenza con la propria famiglia e con gli amici. Parafrasando San Giovanni Crisostomo, si potrebbe dire - osserva - che 'basta prendere di lì una parola per avere un viatico per tutta la vita'. Quelli che qui presentiamo, sono soltanto alcuni pensieri estratti dai suoi numerosi scritti". "Leggendo queste pagine, non abbiamo che da lasciarci contagiare dall'esperienza di Fratel Charles di Gesù - conclude padre Sapienza - in una ricerca sincera e instancabile dell'assoluto e nell'amore ardente per la persona viva di Gesù Cristo".

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