Libri, l'"impresa" (mai raccontata) della Pieve di San Lorenzo -2-

Cro/Mpd

Trento, 11 ago. (askanews) - Particolare attenzione è stata rivolta alle parti sopravvissute degli edifici principali del complesso, unico e fondamentale documento di informazione di fronte all'assenza totale di testimonianze scritte dell'età della fondazione, naufragate con gli archivi che le contenevano. Pietre, muri, tecniche, forme dicono di uomini che otto secoli fa sono stati in grado di ordinare e di comporre una nitida e solida architettura di prestigio, in blocchi di pietra ben squadrati e tale da sottolineare la centralità di questo luogo sovrano, punto assoluto di riferimento di un vasto e operoso distretto, generazione dopo generazione.

I secoli porteranno modifiche, anche ampie, al suo aspetto, mai tali però da cancellare le forme date dai fondatori, che nel paesaggio del Lomaso continuano ad attrarre fedeli, viaggiatori, ospiti e cultori d'arte. Il volume include inoltre attente considerazioni su un singolare quanto straordinario repertorio di monumenti funerari e votivi di età romana e lastre ornamentali scolpite di età carolingia, confluiti presso la pieve da luoghi vicini in tempi diversi, alcune delle quali già ammirate e descritte con gusto umanistico da curiosi visitatori del primo Cinquecento. Al volume ha contribuito una équipe interdisciplinare di studiosi e ricercatori composta da Martina Andreoli, Marco Avanzini, Michele Beghelli, Elisa Bernard, Gian Pietro Brogiolo, Stefano Camporeale, Enrico Cavada, Elsa Centofante, Michele Dalba, Francesca Parisi, Graziano Riccadonna, Isabella Salvador, Gaia Sinigaglia, Riccardo Tomasoni.