Libri: 'Molte aquile ho visto in volo', uomini e piloti straordinari raccontati da Filippo Nassetti

webinfo@adnkronos.com
·3 minuto per la lettura

"Molte aquile ho visto in volo - Vite straordinarie di piloti" è un libro scritto da Filippo Nassetti che racconta prima di tutto storie di uomini speciali, uomini accomunati da una straordinaria tenacia, dalla passione irresistibile per il volo e dalla professione. Il titolo prende spunto dai versi di una poesia scritta da Alberto, fratello dell'autore, che è il protagonista principale del libro (ed. Baldini+Castoldi, prefazione di Gabriele Romagnoli): la sua storia si intreccia con quella di un altro giovane pilota, Pier Francesco. Alberto morì giovane, a 27 anni, nel 1994, durante un incidente aereo a Tolosa, in Francia. Passò la sua vita a lottare per poter volare: da quando convinse i genitori a lasciargli frequentare l'istituto tecnico aeronautico "Francesco Baracca" di Forlì, che raggiungeva con un viaggio di due ore all'andata e due al ritorno, fino alla battaglia contro un tumore al cervello. Alberto riuscì a tornare a pilotare un aereo vincendo le resistenze delle autorità, primo pilota al mondo a rientrare in servizio dopo avere subito un intervento chirurgico alla testa.

Una vita spezzata da quello che doveva essere un viaggio premio, il volo di collaudo del nuovo Airbus A330. Erano in sette sull'aereo, due piloti, un tecnico, altri due piloti italiani (Alberto e il suo collega Pier Paolo Racchetti) e due funzionari di Airbus: morirono tutti nello schianto dopo il decollo. E proprio con la vita del figlio di Pier Paolo Racchetti, Pier Francesco, si intreccia il racconto dell'autore.

Dal padre che non conobbe, perché nacque un mese dopo l'incidente, Pier Francesco ereditò quell'istinto che ti porta "a voler staccare l'ombra da terra": oggi è un primo ufficiale di una compagnia di volo. Nassetti fa procedere le due storie in senso inverso: per Alberto dall'infanzia all'uomo; per Pier Francesco da uomo a bambino. Finché i due racconti si toccano, quasi in un passaggio di testimone.

In "Molte aquile ho visto in volo" Nassetti racconta anche altre cinque storie di piloti molto significative. Quella di Dino, pilota che nel tempo libero fa soccorso alpino calandosi dall'elicottero e che sull'Himalaya ha salvato la vita a due alpinisti australiani; la storia di Marco, che ha fondato una onlus per costruire pozzi d'acqua potabile nel Mali e ne ha già realizzati trenta; Tullio, che unisce la passione per il cielo a quella per il mare, ha provato il record del mondo in catamarano dal Senegal a Guadalupe. Poi c'è la tenacia di Francesco, pilota che ha subito l'amputazione della gamba per un incidente in moto ed è tornato a volare. Infine Antonino, pilota ex Frecce tricolori, che era a Ramstein il giorno del tragico incidente durante un'esibizione acrobatica (28 agosto 1988) e che racconta come ha superato quello shock.

Storie di tenacia, ma anche di sofferenza, di generosità e di destino. "Molte aquile ho visto in volo / Ali maestose sfidare il suolo / Rapaci solitari incontro al sole / Imperiali figure sfrecciare nelle gole / Ancora a lungo li vedrò / poi, con loro, io morirò".