Libri: Taobuk 2020, è l’entusiasmo il tema della decima edizione del festival

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Arriva alla decima edizione Taobuk, il Festival internazionale del Libro ideato e diretto da Antonella Ferrara. La manifestazione si terrà dal 18 al 22 giugno 2020. Ogni anno, Taobuk sceglie un tema, attorno al quale prende forma il calendario di incontri, con il concorso di autorevoli scrittori, pensatori e artisti, in un serrato fluire di idee e novità. Il tema di quest’anno è l’entusiasmo, "il sacro fuoco che accompagna i più spettacolari balzi in avanti dell’umanità", e Taobuk ha deciso di elogiarlo rendendolo il filo conduttore di una delle edizioni più importanti del festival, quella del decennale. 

Il traguardo della kermesse viene tradotto in un ricco calendario di eventi, nel corso dei quali scrittori, artisti e pensatori da tutto il mondo declineranno il tema selezionato. “Entusiasmo“, la cui radice etimologica en theós ousía, avere dio dentro di sé, è un termine che ci riporta alla Grecia Antica e all’Origine dell’Occidente, a Platone che ne fa una pre-condizione della Poesia. 

Ci riporta, appunto, a Taormina, al suo splendido Teatro greco-romano, e ancora a Taobuk, che rappresenta la passione per i libri in un orizzonte sempre più vasto e aperto, coniugando le Belle Lettere con le altre Arti. Entusiasmo, che diventa, oggi – nell’epoca dell’economia della depressione, come la chiamerebbe Paul Krugman – un manifesto politico, ingrediente fondamentale per un programma che si proponga di salvare il mondo, e non solo di piegarlo ai nostri desideri. 

"Ho bisogno d’amore, amore, amore, fuoco, entusiasmo, vita", scrive Giacomo Leopardi nelle Lettere da Roma. Le parole del Poeta, associate alla nozione stessa di “pessimismo cosmico”, ci ricordano che l’entusiasmo è una categoria dello spirito. Di quello universale, ma ancora di più di quell’idea – potente e in crisi – che va sotto il nome di Occidente. Entusiasmo, che è in perenne contraddizione dialettica con il suo opposto, con la desolata contemplazione dei propri limiti: una contraddizione sufficiente a definire l’Uomo, perennemente sospeso tra la consapevolezza dell’Infinito e le proprie fragilità. 

E infinite sono le declinazioni che l’entusiasmo ha avuto nel corso dei secoli. Assomiglia molto all’entusiasmo greco la vibrante celebrazione dello spirito dionisiaco che Nietzsche fa nella “nascita della tragedia”, anche se il filosofo che più di tutti ha spezzato con forza gli sviluppi lineari del pensiero occidentale è contro Platone e la sua metafisica. Essere pieni di Dio è, in fondo, all’origine di due sentimenti opposti: quello della contemplazione di quel principio divino, così come della sua evoluzione nel tentativo dell’uomo di trascendere i propri limiti. È questo l’entusiasmo che catalizza i più spettacolari balzi in avanti nella storia dell’umanità, nel diciannovesimo e ventesimo secolo; che porta l’Uomo sulla Luna e al primo messaggio scambiato sulla rete dei computer. 

L’entusiasmo si accompagna, però, quasi per definizione, al suo contrario, al lato oscuro del progresso, alla paura di una velocità e di una complessità che ci sta sfuggendo di mano. È questa seconda dimensione che domina negli ultimi decenni. Una “stanchezza da entusiasmo” che si trasforma in smarrimento, depressione, angoscia. Il decennale del festival è perciò un approdo importante, che guarda al futuro, puntando sulla simbiosi costruita con il territorio, così come sulla proiezione internazionale che la manifestazione ha saputo raggiungere e consolidare. 

"L’entusiasmo, inteso come spirito che motiva e incoraggia progetti e imprese, si sprigiona e si irradia anche dai luoghi, dalle loro radici storiche e culturali. Un sentire che trova in Taobuk un percorso esemplare, una scommessa vinta nel segno del brand Taormina, riaffermandone la centralità culturale e la bellezza ineguagliabile", dice l'organizzatrice Ferrara. Che aggiunge:: “La voglia di andare avanti, creare, sperimentare, che, in fondo, è ciò che ci serve per vivere. Recuperare, dopo esserci illusi di aver vinto definitivamente contro la “barbarie”, l’entusiasmo”. 

“Il manifesto di Taobuk 2020 vuole essere un’occasione per costruire idee, prospettive, volontà, come antidoto alla crisi e alla depressione dell’Occidente, come volano delle sfide che il mondo contemporaneo ci pone: l’avvento dei nuovi colossi dell’economia, della scienza, della cultura, a partire dai mercati mediorientali e soprattutto dalla Cina, mai così concorrenziale”. “Nell’anno che celebra la decima edizione del Festival – figlio di una visione che ha trovato nell’entusiasmo il proprio centro di gravità grazie ai molti che ne hanno condiviso la progettualità – Taobuk conduce un ragionamento intorno a questa risorsa imprescindibile dell’uomo, antidoto al tanto dibattuto “tramonto dell’Occidente”, perché linfa vitale degli innovatori, dei creativi, dei visionari”.