L'idea di estendere l'ambito del Super Green Pass per correre sulle terze dosi

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ROME, ITALY - MARCH 26: Italian Prime Minister Mario Draghi and Italian Minister of Health Roberto Speranza hold a press conference at the Palazzo Chigi, the day after the European Council, on March 26, 2021 in Rome, Italy. (Photo by Antonio Masiello/Getty Images) (Photo: Antonio Masiello via Getty Images)
ROME, ITALY - MARCH 26: Italian Prime Minister Mario Draghi and Italian Minister of Health Roberto Speranza hold a press conference at the Palazzo Chigi, the day after the European Council, on March 26, 2021 in Rome, Italy. (Photo by Antonio Masiello/Getty Images) (Photo: Antonio Masiello via Getty Images)

Il Governo è al lavoro per ulteriori misure di contenimento. Preoccupa l’innalzarsi dei contagi, soprattutto in un quadro in cui la variante Omicron rappresenta ancora un’incognita su quale possa essere la sua incidenza nelle prossime settimane e la gravità della malattia che propaga. Per questo, oltre a eventuali restrizioni, la cornice nella quale si sta muovendo Mario Draghi in vista della cabina di regia convocata il prossimo 23 dicembre è quella di un’accelerazione della somministrazione delle terze dosi, l’unica vera arma di cui si ha contezza per poter combattere e rallentare Omicron.

È stato lo stesso premier a confermare la direzione intrapresa a margine dell’incontro con il cancelliere tedesco Olaf Scholz: “Avremo una cabina regia in cui passeremo in rassegna eventuali provvedimenti da adottare per le vacanze natalizie. Le decisioni verranno prese sulla base dei dati dell’ultimo sequenziamento per vedere la velocità di diffusione di Omicron. Il succo del discorso è procedere con la massima velocità alla terza somministrazione”.

“Dobbiamo noi velocizzare le inoculazioni, e dobbiamo spingere quante più persone possibili a ricevere il booster”, spiega una fonte vicina al dossier. Ecco dunque che a Palazzo Chigi si studia un ampliamento dell’applicazione del super green pass a nuovi ambiti della convivenza sociale. Un focus è stato acceso sui centri commerciali, sia al chiuso sia all’aperto, e fonti della maggioranza ritengono che sarà inevitabile l’introduzione di controlli del lasciapassare all’ingresso. Ma allo studio è anche l’introduzione del certificato rafforzato anche sui trasporti pubblici locali e per alcune categorie di lavoratori a stretto contatto con il pubblico, a partire da coloro che lavorano nella pubblica amministrazione.

“Nessuna decisione è stata ancora presa”, spiegano dal governo, cercando anche di frenare gli allarmismi per una situazione al momento ritenuta ancora sotto controllo: “Abbiamo un evidente vantaggio rispetto agli altri grandi paesi europei, ma bisogna trovare un modo per non disperderlo: Omicron sembra non bucare lo scudo vaccinale dopo la terza dose, dobbiamo fare di corsa”. Il ministro dei Trasporti Enrico Giovannini dice che “al momento non sono previste altre misure” nel suo comparto, ma molto dipenderà dalla cosiddetta flash survey, un monitoraggio della diffusione della nuova variante sul territorio nazionale. Per il sequenziamento dei campioni bisognerà aspettare almeno 48 ore, ecco che si arriva a giovedì, quando attorno al presidente del Consiglio si riunirà la maggioranza politica del governo per dare il via libera a nuove misure. Per quel giorno si avrà anche un quadro di massima sulla situazione epidemiologica nelle Regioni, con mezza Italia che andrà in giallo tra Natale e capodanno, e alcuni territori a rischio arancione.

Tra Palazzo Chigi e il ministero della Salute si susseguono le riunioni, le ipotesi, i provvedimenti da mettere a punto, pronti a essere esaminati dalla cabina di regia e poi adottati, ma saranno fondamentali i dati. Al momento vengono escluse le possibilità da un lato di un’estensione a nuove categorie di lavoratori dell’obbligo vaccinale, come pure il ricorso a misure come il lockdown o il coprifuoco, per le quali non si ravvisa per ora la necessità.

Sembra certa invece la riduzione della validità del green pass, dagli attuali nove mesi a cinque o sei, dopo le evidenze di una diminuzione sostanziale della protezione da vaccino superato quel lasso di tempo. Sul tavolo anche la possibile introduzione dell’obbligo tout court di utilizzo della mascherina all’aperto, misura già in vigore in Campania, in Veneto e da giovedì prossimo anche nel Lazio.

Ma la misura che più sta facendo discutere è la possibile introduzione dell’obbligo di tampone anche per i vaccinati per accedere a luoghi ad alto rischio di contatto, come feste, discoteche, eventi sportivi e non. “Non commento mai ma faccio un po’ fatica a capire questa misura”, ha commentato il sindaco di Milano Giuseppe Sala, “perché stiamo spingendo talmente tanto sul vaccino e sul Green pass; se poi ci serve anche il tampone, è qualcosa che invece faccio fatica a capire”. Il primo cittadino del capoluogo lombardo ha dato voce alle perplessità di una larga fetta di maggioranza, da Giuseppe Conte a una buona fetta del Pd, con i Dem che in ordine sparso hanno iniziato a chiedere piuttosto l’introduzione dell’obbligo vaccinale. E sulla misura si è sollevato un coro quasi unanime di contrarietà da parte delle Regioni. Anche dall’esecutivo frenano.

Da un lato si spiega che la misura sarebbe a tutela principalmente dello zoccolo duro dei non vaccinati, quasi 7 milioni ad oggi, che si muovono con il green pass semplice, “come avere nei nostri confini un paese come la Danimarca fatto solo di non vaccinati”, per dirla con un esponente di governo. Dall’altro c’è la consapevolezza che dal punto di vista della comunicazione sarebbe un passo difficilmente comprensibile per chi fino ad oggi ha seguito le regole e nel vaccino ha visto una soluzione di ritorno alla normalità. Senza contare l’impatto che potrebbe avere sulla campagna per le terze dosi, valutazione che sta soppesando lo stesso presidente del Consiglio.

“Non abbiamo ancora deciso, tutte le possibilità sono sul tavolo”, ripetono come un mantra gli uomini al lavoro sul dossier, nella consapevolezza che le ore che li separano dal 23 saranno decisive per definire come l’Italia affronterà Omicron e l’inizio dell’anno nuovo.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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