Liliana Segre: "Io a Roma per dare la fiducia al governo"

Fabio Luppino
·Ufficio centrale HuffPost
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(Photo: ASSOCIATED PRESS)
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“Sì, parto” per Roma, “per essere pronta a fare il mio dovere martedì a Palazzo Madama. Non partecipo ai lavori del Senato da molti mesi perché, alla mia età, sono un soggetto a rischio e i medici mi avevano caldamente consigliato di evitare. Contavo di riprendere le mie trasferte a Roma solo una volta vaccinata, ma di fronte a questa situazione ho sentito un richiamo fortissimo, un misto di senso del dovere e di indignazione civile”. Così la senatrice a vita Liliana Segre su ‘Il Fatto quotidiano’. “Ho deciso di dare la mia fiducia al governo - osserva - questa crisi politica improvvisa l’ho trovata del tutto incomprensibile. All’inizio pensavo di essere io che non riuscivo a penetrare il mistero. Poi però ho visto che quasi tutti, sia in Italia che all’estero, sono interdetti, increduli, spesso disgustati. Non riesco ad accettare che in un tempo così difficile - rileva - vi siano esponenti politici che non riescono a fare il piccolo sacrificio di mettere un freno a quello che Guicciardini chiamava il particulare”.
“Tutti i governi del mondo hanno dovuto procedere per tentativi ed errori. Come anche la scienza, del resto - spiega - quindi è scontato che anche il governo Conte abbia fatto errori. Però mi pare che si debba riconoscere che ha fatto nell’ultimo anno un lavoro gigantesco per reggere l’urto di un’emergenza spaventosa ed ha ottenuto una svolta storica nelle politiche europee”.
“Ricordo che questo governo è nato allorché i partiti che lo formarono ritennero di superare le forti divergenze che già allora si manifestavano - conclude - perché occorreva preservare il Paese da gravissimi pericoli. Dunque mi chiedo: ma quei pericoli sono svaniti?”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.