Liliana Segre sull’astensione: “Ci sono rimasta molto male”

liliana segre

La mozione Segre è stata approvata, ma per la diretta interessata si tratta di un trionfo con l’amaro in bocca. Il centrodestra, infatti si è astenuto dal voto scatenando nella donna un sentimento di delusione. I partiti di maggioranza hanno da subito criticato fortemente la scelta scatenando un grande dibattito sfociato in polemica. Tuttavia, oggi, è arrivato anche il commento della senatrice, la quale si è detta “amareggiata e fortemente sorpresa“.

Liliana Segre sull’astensione

Lo so che molti mi hanno manifestato in tutti i modi, come possibile, la loro solidarietà, ma sono rimasta male – ha commentato Liliana Segre -. Io sono al Senato per caso, ci sono arrivata a 88 anni, non ho mai fatto politica e non ragiono in termini politici, ma etici e morali. Mi sono rivolta alla coscienza di ognuno e pensavo che una commissione contro l’odio come principio dovesse essere accettata da tutti, mi sembrava un discorso quasi banale. Sono rimasta fortemente sorpresa perché tutti i distinguo che ho cominciato a sentire esulavano dal mio pensiero“.

La pagina di diario

Oltre alla sua parole, come ulteriore forma di risposta a quei senatori che si sono astenuti dal voto, Liliana Segre ha deciso di donare al Corriere della Sera una pagina del diario che ha tenuto durante la sua prigionia ad Auschwitz-Birkenau. Il titolo è “1994, La stanza” e la senatrice parla proprio di famiglia e patria. “Non ero mai stata così sola e infelice. Le ore passavano e ogni tanto entravano dei soldati, mi guardavano, ridevano, scambiavano una battuta di spregio – scriveva Liliana Segre -. Avevo fame, sete e freddo. Nessuno mi diede nulla né da bere né da mangiare né da asciugarmi, dopo la doccia rimasi bagnata mentre aspettavo che i miei stracci venissero disinfestati“.