Liliana Segre vuole incontrare Chiara Ferragni: "Può far conoscere la nostra storia"

Liliana Segre e Chiara Ferragni
Liliana Segre e Chiara Ferragni

"Mi piacerebbe molto incontrare Chiara Ferragni e invitarla a visitare con me il Memoriale della Shoah di Milano". A parlare, a margine dell'ultima visita al Binario 21 interrato sotto alla Stazione Centrale di Milano in via Ferrante Aporti, è la senatrice Liliana Segre, che si è detta pronta a incontrare l'influencer e imprenditrice milanese per far conoscere a tutti la storia della Shoah.

Dopo aver risollevato gli Uffizi subito dopo il termine del lockdown, i dirigenti del Memoriale della Shoah hanno provato più e più volte a invitare la Ferragni per godere dello stesso impatto. Ma a quanto pare, come sottolineato da La Repubblica, l'invito non sembrerebbe essere mai arrivato a destinazione e ora a entrare in gioco è stata la stessa Segre, che ha avanzato la proposta all'imprenditrice.

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"La conosco, so che vive a Milano e so quello che fa. Ho visto che si è impegnata col marito su diversi temi di importanza sociale, è sicuramente una donna attenta anche a argomenti diversi da quelli che riguardano il suo lavoro legato alla moda” ha detto Segre. Poi ha invitato Chiara Ferragni: "Perché no? Sarebbe interessante conoscerla e poter venire magari assieme qui, davanti a questa grande scritta 'Indifferenza' che io ho voluto fosse messa all'ingresso del Memoriale proprio perché è questo oggi il problema da risolvere".

L'obiettivo è infatti chiaro, farsi aiutare dall'influencer a far conoscere la storia: "Il fatto che i ragazzi conoscano poco questo luogo e le storie che vi sono custodite, è il mio cruccio. Questo mi addolora, quando mi tocca ricordare che cosa ho vissuto io e cosa hanno vissuto milioni di ebrei, condannati per la sola colpa di esser nati. Se i giovani non arrivano, è stato tutto inutile? Se Chiara Ferragni venisse qui con me, molti adolescenti si interesserebbero a questo argomento e verrebbero qui a vedere quel che è successo a me e a tanti altri, fra cui i tanti che non sono mai tornati dal viaggio verso l'orrore".

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