Lilliana Segre spiazza tutti: “Sì a fiori su tombe fasciste”

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L’Anpi ha chiesto al sindaco di Rapallo di non mettere più i fiori sulle tombe dei caduti dell’Rsi, ma Lilliana Segre a sorpresa è intervenuta sull’argomento, invitando a combattere l’odio.

Lilliana Segre, la risposta all’Anpi

Lo scorso 29 dicembre l’Anpi (associazione nazionale dei partigiani italiani) ha chiesto al sindaco di Rapallo (Genova) Carlo Bagnasco di non mettere più corone di fiori sulle tombe dei caduti fascisti del Rsi. Una richiesta che però ha voluto condannare Lilliana Segre, senatrice di origine ebraica scampata dallo sterminio degli ebrei durante la seconda guerra mondiale: “I morti sono tutti uguali. Non togliamo le corone a nessuno“.

La sezione partigiana di Santa Margherita Ligure-Portofino, infatti, su Facebook in un post aveva espresso il suo totale consenso per la consegna della cittadinanza onoraria alla senatrice a vita, ma aveva cercato di far riflettere il sindaco della città di Rapallo sulla incoerenza della situazione, visto che l’associazione si lamentava de”lo squallido gesto della giunta rapallese di omaggiare, ogni 4 novembre, coloro che ne furono i carnefici“. Con questo monito, l’Anpi ha pensato di poter ricevere l’endorsement della Segre, che però non è affatto arrivato: la senatrice, infatti, da tempo sostiene l’importanza di “combattere contro ogni forma di odio“, compresa quindi quella comprensibile ma poco matura nei confronti dei carnefici fascisti, in nome di una pacificazione nazionale che purtroppo tarda ad arrivare da più di 75 anni, ma che Lilliana Segre spera sempre possa realizzarsi.>