L'immunologa Viola contro AstraZeneca ai più giovani

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viola AstraZeneca
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Ha fatto discutere il caso di trombosi nella 18enne che aveva ricevuto il vaccino AstraZeneca. Secondo l’immunologa Viola sarebbe sbagliato proporre il farmaco di AstraZeneca ai giovani.

L’immunologa Viola contro AstraZeneca ai più giovani

Proseguono gli Open Day del vaccino AstraZeneca in tutta Italia, ma c’è chi mette in guardia: “Le Regioni devono finirla di fare a gara a chi vaccina di più senza mettere al primo posto la sicurezza. Gli eventi trombotici post vaccino sono rarissimi ma anche un solo episodio è una tragedia. È dolorosa la storia della 18enne ricoverata a Genova”. Così la docente di patologia generale a Padova Antonella Viola si schiera contro la somministrazione del farmaco di AstraZeneca ai più giovani. “È sbagliatissimo proporre questi vaccini ai giovani, specialmente alle donne -commenta-. Sono sempre stata convinta che non bisognerebbe darli a persone di età inferiore ai 55 anni”.

Viola: “Sconsiglierei AstraZeneca sotto i 60 anni”

L’immunologa Viola consiglia di pensarci due volte prima di somministrare il vaccino AstraZeneca ai più giovani, tanto più ora che la situazione epidemica non preoccupa più di tanto. “La situazione epidemica in Italia è molto cambiata. Il virus circola meno, abbiamo dosi di vaccino a volontà. Quindi non c’è motivo di affrettarsi a vaccinare”. Al Corriere l’immunologa spiega come modificherebbe la raccomandazione dell’Aifa (che suggerisce un uso preferenziale del farmaco sopra i 60 anni): “Scriverei che i vaccini a vettore virale sono sconsigliati sotto i 60 anni a meno che non si voglia restringere ancora indicando i 40 anni o i 30 anni -spiega la docente-. È importante soprattutto che le donne giovani sappiano che per loro questi composti hanno un rischio superiore a quello degli uomini per quanto riguarda lo sviluppo di trombosi rare accompagnate da carenza di piastrine”.

Viola: “AstraZeneca più pericoloso per donne”

Sempre al Corriere, la direttrice dell’istituto di ricerca pediatrica Città della Speranza espone alcuni dati che confermerebbero la sua tesi: “Lo dicono i dati. In un documento del 23 aprile l’Ema ha pubblicato un grafico che mostra chiaramente come il beneficio di ricevere AstraZeneca diminuisce con l’età in una situazione epidemica paragonabile alla nostra attuale -spiega-. Un ragazzo di 20-29 anni ha 4 probabilità su 100 mila di evitare il ricovero in ospedale per il Covid e 1,9 probabilità di avere una trombosi post vaccinale. Prendiamo la fascia 60-69: 19 casi su 100 mila di evitata ospedalizzazione, a fronte di 1 caso di tromboembolia, la metà”. Non è ancora chiaro, però, il motivo per cui le donne sarebbero più esposte al rischio di trombosi: “Non è stato ancora chiarito. Che le cure ormonali siano un elemento di predisposizione resta soltanto un’ ipotesi”.