L'impeachment contro Donald Trump va al Senato, col placet di Joe Biden

Carlo Renda
·Vicedirettore HuffPost
·2 minuto per la lettura
U.S. Republican presidential candidate Donald Trump hugs a U.S. flag as he takes the stage for a campaign town hall meeting in Derry, New Hampshire August 19, 2015.   REUTERS/Brian Snyder      TPX IMAGES OF THE DAY       FOR BEST QUALITY IMAGE ALSO SEE GF10000309598 (Photo: Brian Snyder / Reuters)
U.S. Republican presidential candidate Donald Trump hugs a U.S. flag as he takes the stage for a campaign town hall meeting in Derry, New Hampshire August 19, 2015. REUTERS/Brian Snyder TPX IMAGES OF THE DAY FOR BEST QUALITY IMAGE ALSO SEE GF10000309598 (Photo: Brian Snyder / Reuters)

L’articolo per l’impeachment di Donald Trump, inviato dalla speaker della Camera Nancy Pelosi, è arrivato in Senato dove il deputato Jamie Raskin, che guida l’accusa, lo ha letto. L’ex presidente è accusato di “istigazione all’insurrezione” per i drammatici fatti dell’assalto al Congresso del 6 gennaio e viene definito “una minaccia per la democrazia”. Il processo inizierà la settimana dell′8 febbraio, sarà il quarto della storia Usa e il secondo per Trump. Domani il giuramento dei senatori come giurati.

“Penso che vada fatto”: così per la prima volta Joe Biden ha commentato il processo per l’impeachment a Donald Trump in Senato. Parlando alla Cnn, Biden ha ammesso che questo potrebbe ritardare l’attuazione della sua agenda e la conferma dei suoi membri del governo in Senato: “Ma - ha aggiunto - sarebbe stato peggio se questo non fosse accaduto”.

Sono in tutto cinque le pagine dell’articolo. In esse si sottolinea tra l’altro come il presidente Trump “ha messo in pericolo la sicurezza degli Stati Uniti e delle sue istituzioni, ha minacciato l’integrità del sistema democratico e ha ostacolato una pacifica transizione dei poteri”. “Per questo - si afferma - resta una minaccia per la sicurezza nazionale, per la democrazia e per la Costituzione”.

Nell’articolo si ripercorrono quindi le vicende che hanno portato all’accusa di “istigazione all’insurrezione”, in riferimento all’assalto al Congresso del 6 gennaio. Si ricordano “le continue false dichiarazioni nel mese precedente che parlavano di elezioni truccate che non dovevano essere accettate e certificate”. Poi il famigerato comizio del giorno dell’Epifania in concomitanza con la riunione del Congresso in sessione plenaria per certificare la vittoria di Joe Biden. La frase al centro d...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.