L'importante annuncio del virologo dell'Università di Milano sul vaccino

·2 minuto per la lettura
Vaccino Pregliasco reinfezione
Vaccino Pregliasco reinfezione

In Italia è stato rilevato l’1-2% dei casi positivi al Coronavirus dopo essersi sottoposti alla seconda dose del vaccino Pfizer. Lo ha fatto sapere il virologo Fabrizio Pregliasco che ad ANSA ha parlato di come il vaccino della casa farmaceutica statunitense, pur non riuscendo a debellare al 100% la possibiltà di contagio, riesce ad essere fondamentale sulla lotta contro le forme gravi del virus.

Pregliasco che ha mostrato le stime stilate dal centro vaccinale dell’istituto Galeazzi, ha messo in evidenza come i casi rilevati siano per lo più reinfezioni di tipo lieve senza particolari complicanze dal punto di vista ospedaliero e comunque per la maggior parte casi di variante Alfa conosciuta più comunemente come variante inglese.

Vaccino Pregliasco reinfezione, “1-2% di reifezioni dopo seconda dose Pfizer”

“Abbiamo osservato che si tratta di una reinfezione molto più debole e senza complicanze, nella maggior parte dei casi dovuta alla variante Alfa, precedentemente denominata variante inglese”, queste le parole del virologo Fabrizio Pregliasco che ha fatto un’ampia analisi su come il vaccino anti-covid agisca sul breve-lungo termine. Il virologo ha fatto leva su come i casi rilevati siano comunque forme meno gravi. Tra questi è stato individuato un caso di variante indiana o variante “Delta”.

Vaccino Pregliasco reinfezione, “Casi lievi e senza complicanze”

“Il dato positivo è che comunque le reinfezioni sono lievi, quindi ciò indica una efficacia del vaccino nel mitigare l’impatto della reinfezione stessa”, ha spiegato il virologo dell’Università di Milano. L’esperto ha quindi aggiunto che l’obiettivo rimane quello di evitare di contrarre forme gravi della malattia: “nonostante il possibile margine di reinfezioni, l’efficacia del vaccino c’è e l’obiettivo è comunque quello di evitare la malattia grave“.

Vaccino Pregliasco reinfezione, “Vaccini aggiornati contro mutazioni entro il 2022”

Infine il virologo ha dichiarato come il “vaccino serve, pur considerando questa parziale inefficacia rispetto ad alcune reinfezioni, e ciò per ridurre quello che può essere il colpo di coda futuro alla luce della eventuale insorgenza e diffusione in Italia, molto probabile, della variante Delta. E questo perché il vaccino è l’unica possibilità per impedire un impatto pesante dal punto di vista clinico sulle strutture ospedaliere. L’importante, da un punto di vista di sanità pubblica, è nfatti, innanzitutto evitare i casi gravi“.

Ha infine annunciato quanto sia fondamentale effettuare “una terza vaccinazione con vaccini aggiornati contro le mutazioni, da effettuarsi entro il 2022“.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli