L'imprenditore green che ha autorizzato l'orto biologico dietro l'officina

Lucia Licciardi
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AGI - La sede principale della sua ditta ha il tetto con il fotovoltaico e l'orto sociale biologico. Le sue linee di lavoro sono eco-sostenibili. I suoi clienti soddisfatti, anche perché prima di sostituire pezzi, ripara, “per non generare una produzione di rifiuti di difficile smaltimento inutile”.

Salvio Bruognolo, 47 anni, sposato e padre di due gemelle di 11 alle quali vuole lasciare “questo unico pianeta che abbiamo nelle migliori condizioni possibili”, il suo obiettivo lo aveva chiaro fin da bambino. Figlio d'arte, non voleva che l'azienda di famiglia, già diversa dalle altre, fosse come le altre.

“Le officine meccaniche e le carrozzerie hanno una pessima fama, quella di essere sporche e di inquinare – spiega all'AGI – e questo per colpa di tanti che non fanno le cose per bene. Io ero convinto che anche noi potessimo essere green”.

Un sogno che ha realizzato sia nel quartier generale di Mugnano che nei centri nel capoluogo campano. E ora quella stessa filosofia lo muove a curare la sua città partendo dal suo quartiere, il Vomero, zona collinare di Napoli. L'imprenditore ha donato alla V Municipalità per le principali piazze e vie più di duecento cestini per la raccolta dei rifiuti e tutte le rastrelliere portabiciclette posizionate in corrispondenza delle tre funicolari, perfettamente integrate nel contesto urbano.

Inoltre, ha adottato l'area verde di piazza Quattro Giornate, accanto allo stadio cittadino Collana, e ogni mese una squadra di giardinieri si occupa di curare e migliorare i prati antistanti la struttura sportiva.

“È vero, a poco tempo dalla loro istallazione, i soliti incivili stanno già vandalizzando i cestini, spezzando i posacenere che poi in pochi utilizzavano. Ma io mano a mano che me lo segnalano, sto anche aggiustandoli. Non mi pento di averli istallati e non desisto”, dice. “Vorrei prendermi cura di Napoli, ma da solo non ce la faccio- aggiunge – ma sono convinto che se c'è un esempio, questo a mano a mano contagerà altri”.

Alle spalle della sua autofficina principale, intanto, i suoi dipendenti, se vogliono, piantano e curano ortaggi, “e la sera magari fanno anche la spesa”, scherza Bruognolo. Zucchini, zucca, pomodori, peperoncini, finocchi e persino l'anguria. Tutto a chilometro zero e senza pesticidi. “Era giusto che una azienda ad alto rischio inquinamento restituisca al territorio un piccolo polmone verde”, racconta l'imprenditore.

La sua impresa ha ridotto gli sprechi “del 15% , aumentando la riparazione, guardando comunque alla sicurezza del veicolo e di chi lo guida”. E poi ha attuato processi particolari, come quello della verniciatura, con postazioni particolari e un box robotizzato che consente di usare ad esempio 50 grammi di vernice per uno specchietto in luogo dei 250 grammi tradizionali, senza avere scarti da smaltire.

O una linea di lavoro da lui pensata che evita di entrare nelle auto dei clienti per spostarle in  ogni passaggio manutentivo, “ma con un solo gesto della mano, grazie a binari, sposti la vettura nelle 6/7 postazioni in cui deve essere effettuato quel particolare lavoro. Ho sotto controllo tempi, qualità e soprattutto pulizia di processo”. 

“Bisogna muoversi più sul ‘noi' che sull''io' – conclude sorridendo – ci dimentichiamo che il ‘noi' significa anche ‘io' e che se ci si muove sul ‘noi' arrivano anche soddisfazioni personali. Questo è l'unico pianeta che abbiamo. Non serve dire ‘ perché lo devo fare io se gli altri non lo fanno'. Facciamolo, e basta”.